Gias di Aviano - Monte Cjastelat DIRECT

DATI
Lunghezza: 15.0 Km - Km sforzo: 29.0 Kmsf - Salita: 1400 m - Discesa: 1400 m - Dislivello totale: 2800 m - Altitudine minima: 330 m slm - Altitudine massima: 1640 m slm

Difficoltà:
Cammino: Media Nordic Walking: Media Corsa: Alta Mountain Bike: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Impegnativo
Anziani: Difficile
Cani: Difficile
Io peso
kg
e ho
Questo percorso corrisponde a...
Tempo
-
ore
Calorie
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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ore

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Relazione a cura di: Michele Beltrame
Relazione aggiornata a: Aprile 2024
Un panoramico giro "vertical" da 1400 d+, che senza tanti complimenti porta sull'ampia cresta che separa Pala Fontana da Cjastelat, e poi in cima a quest'ultimo. Ideale per le mezze stagioni.
Si può lasciare l'auto in Via Santa Barbara, a Glera di Giais (comune di Aviano), sulla zona erbosa che separa la strada dal canale situato tra essa e la parallela Via Glera (330 mslm). Si inizia a piedi continuando sulla stessa via (CAI 986), che diventa quasi subito sterrata ed esce dal paese in direzione della montagna. In breve si nota sulla destra il cartello del Troi de Rut, che si lascia da parte proseguendo fino a poco dopo l'attraversamento del corso d'acqua (in genere in secca) da dove parte - sempre sulla destra - il Troi delle Cloipes. Questo sale in comoda pendenza ideale nel bosco fino alla Casera Palussa (784 mlsm), provvista di fontanella di acqua potabile. Si prosegue sul sentiero CAI 986 che continua a salire, ma solo per una settantina di metri di dislivello: a quota 850 mlsm prestare attenzione ad una traccia che si stacca a sinistra, identificata da bollini rossi, che sale nel bosco sempre in buona pendenza ma mai troppo ripida. In breve si esce nei prati de Le Pale, da dove ha inizio la parte più spettacolare dell'escursione, con continuo panorama sulla pianura e, con un po' di fortuna, sul mare. I pratoni paiono alla vista alquanto verticali e faticosi ma in realtà il sentiero, sempre evidente e con sporadici bollini e ometti ove necessario, sale in maniera molto comoda. Poco sopra quota 1100slm si incontra un cartello che propone 2 percorsi alternativi: noi abbiamo scelto quello di sinistra. Sopra quota 1250 mlsm la traccia è un po' meno evidente, ma facendo attenzione si possono sempre trovare bollini e ometti nei punti meno chiari. A quota 1385 mlsm il sentiero ha termine, immettendosi nel CAI 988. Si percorre a sinistra questo sentiero solamente per pochissimi metri fino ad incontrare un cartello blu che invita a proseguire per il prato verticale per raggiungere il monte Cjastelat. Imboccato questo sentiero si sale seguendo traccia ed ometti fino a poco sotto quella che sembra la cresta, dove una serie di bollini rossi indica senza margine di dubbio la via; in realtà va poi attraversato un piccolo avvallamento per portarsi sulla dorsale vera e propria, innestandosi sul CAI 915 (1610 mlsm). Si prosegue a destra lungo la grande cresta, in saliscendi tra prati e bosco. All'incontro col CAI 986A si prosegue dritti ed ormai in meno di 10 minuti, tra mughi e facili roccette, si raggiunge la panoramica sommità del Monte Cjastelat, munita di croce e libro di vetta. Per la discesa noi abbiamo scelto di tornare al bivio subito sotto la vetta e di seguire il CAI 986A fino a Casera Giais. Da qui per il CAI 986 si ridiscende alla Palussa, incontrando il bivio dell'andata. Per la discesa da Casera Palussa abbiamo optato per il Troi de Rut, saltato all'andata.

Questo itinerario può essere variato per salire, anziché sul Cjastelat, a Pala Fontana, dove è situato il grande specchio per radiocomunicazioni. In questo caso la discesa può avvenire per Forcella Giais e per il CAI 919 (sentiero di Costa Longa), avendo cura di prendere una delle deviazioni sulla sinistra che riportano a Glera.
Fondo del percorso
Informazioni a 4 zampe

Benché tecnicamente adatto ai cani, il percorso è faticoso e in larga parte soleggiato.

Acqua: presente a casera Palussa, che si attraversa sia all'andata che ritorno.
Ombra: il percorso in salita è in buona parte su un pendio senza alcuna possibilità di riparo all'ombra. Da evitare assolutamente in estate.