BARCIS - Foresta del Prescudin: Bivacco Val Zea

DATI
Lunghezza: 18.0 Km - Km sforzo: 27.1 Kmsf - Salita: 915 m - Discesa: 915 m - Dislivello totale: 1830 m - Altitudine minima: 431 m slm - Altitudine massima: 1245 m slm

Difficoltà:
Cammino: Media Mountain Bike: Media Corsa: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Impegnativo
Anziani: Difficile
Cani: Difficile
Io peso
kg
e ho
Questo percorso corrisponde a...
Tempo
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ore
Calorie
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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Relazione a cura di: Ciro Antonio Francescutto
Relazione aggiornata a: 2023
CARATTERISTICHE - Una camminata facile ma apparentemente lunga può essere accorciata utilizzando la modalità bicicletta: essendo la Foresta del Prescudin preclusa al transito dei veicoli ha l'inconveniente di dovere percorrere 4km di asfalto per giungere a villa Emma ed altri 1,5km di strada sterrata prima di giungere all'imbocco del sentiero che sale al bivacco. Una mountain bike ci permetterà di velocizzare ed alleggerire la percorrenza di 11 dei 18 km del percorso. Purtroppo i sentieri che contionuavano dal bivacco sono stati dismessi rendendone la frequentazione assia bassa. Acqua presente fino all'inizio del sentiero. 
DESCRIZIONE - Alla fine del minuscolo abitato di Arcola troviamo sulla destra un parcheggio dove lasciare la vettura (431mslm). Ci incamminiamo sulla strada provinciale sulla destra per circa 200 metri, quando troviamo sulla sinistra l'imbocco della strada che entra nella Foresta del Prescudin e la sbarra che ne impedisce l'accesso alle vetture. Il tratto fino a villa Emma (643mslm) è interamente su asfalto, misura 4 km e sale di 220 metri: la pendenza maggiore è quella che troveremo nel primo chilometro. Arrivati a villa Emma continuiamo sulla destra lungo la strada che diviene sterrata e si porta a oltrepassare un primo guado sul rio Tasseit un affluente che poco oltre si immette nel torrente Prescudin e nei pressi del quale troveremo acqua e poco oltre un secondo guado sul torrente Prescudin oltre il quale troveremo sulla destra il sentiero che sale sul monte Arghena ed un centinaio di metri oltre sempre sulla destra le indicazioni che conducono alle sorgenti del Ciastron. Da villa Emma il tratto sterrato di mulattiera misura 1,4km e sale di 45 metri concludendosi in una sorta di piazzale (711mslm) ove - se siamo giunti in bicicletta- potremmo lasciarla.
Da qui inizia il sentiero che sale ai margini del torrente Prescudin e che dopo circa 450 metri attraversa una passerella: qui troviamo l'ultimo punto acqua sicuro. Il sentiero prosegue salendo in modo mai particolarmente impegnativo ed una volta giunto all'attraversamento del greto di un secondo torrente sale in un bel sottobosco di faggio lungo la Val Zea per un tratto a zig zag fino ad una serie di schianti di alberi sotto cui a quota 1186 ormai introvabili giacciono i resti di Baita Zea. Saliamo ancora per poche centinaia di metri fino a quando intravredremo il rosso del bivacco che raggiungeremo dopo essere scesi perndendo una quarantina di metri fino al Bus di Zea, un piccolo anfratto naturale formatosi sotto un grande masso: da qui il sentiero oltrepassa l'ormai esiguo (e probabilmente secco) greto del torrente Prescudin e riprende la salita che in breve ci conduce al bivacco Val Zea (1245mslm) 

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LA FORESTA REGIONALE DEL PRESCUDIN

Il torrente Prescudin è un piccolo affluente del Cellina; il suo bacino è di proprietà dell'Azienda Regionale dei Parchi e delle Foreste. Dal 1969 questo territorio è una riserva naturale orientata a scopi prevalentemente scientifici con finalità di "bacino idrografico rappresentativo sperimentale". I 1650 ettari di boschi, ghiaie e rocce vengono costantemente monitorati al fine di studiare i rapporti tra clima, suolo e vegetazione.
Al grande edificio principale, chiamato anche Villa Emma, si aggiungono altre costruzioni e aree attrezzate con panche e tavoli. I fabbricati sono destinati prevalentemente a gruppi e comitive che svolgono attività di ricerca e osservazione naturalistica, nonché escursionismo finalizzato alla conoscenza ambientale. La radura è il punto di partenza per i numerosi itinerari che si addentrano nella valle ma può rappresentare già una meta a se stante per una piacevole passeggiata famigliare nella quiete della foresta del Prescudin. La sosta è possibile anche presso i bivacchi Val di Zea, sotto il Crep Nudo, e Groppa Pasteur sotto il Monte Messer, raggiungibili con percorsi di medio impegno, mentre la salita alle cime oppone difficoltà alpinistiche anche elevate.
L'area comprende vaste estensioni di boschi caratterizzati dalla cospicua presenza di faggi, che dal fondovalle risalgono i versanti fino alla base delle pareti rocciose; e poi boscaglie a carpino nero, orniello e pino mugo, pinete a pino nero; e saliceti di fondovalle. La formazione forestale nei dintorni di Villa Emma, costituita esclusivamente da abete rosso, è totalmente artificiale ed è stata impiantata negli anni Sessanta.
Tra le specie floreali spiccano il cicerchione e il giglio rosso.
La fauna comprende il capriolo, piuttosto comune, il camoscio oltre il limite della vegetazione arborea, la volpe, il tasso, la faina, la martora, la donnola, la puzzola e l'ermellino. Tra i piccoli mammiferi ricordiamo lo scoiattolo e il ghiro, che ha abitudini di vita notturna, la lepre alpina, specie che nella stagione invernale diviene completamente bianca, eccetto la punta delle orecchie, che resta nera. Fra i piccoli roditori ancora più piccoli ci sono i topi campagnoli e le arvicole; va ricordato anche il riccio, vorace insettivoro con abitudini prevalentemente notturne. Infine l'avifauna del Prescudin è interessantissima e ricca di specie: dai rapaci quali l'aquila reale, la poiana, lo sparviero, il gheppio, l'astore, il gufo reale ai tetraonidi quali il gallo cedrone e il forcello, il francolino di monte e la pernice bianca.

SCHEDA DELLA PROPRIETA' REGIONALE DEL PRESCUDIN

Localizzazione e caratteristiche stazionali

La foresta del Prescudin è una valle secondaria chiusa, in Comune di Barcis, con sbocco sul Torrente Cellina, completamente di proprietà regionale. L’escursione altimetrica è notevole in quanto si passa da poco più di 400 m all’unico imbocco posto al lato ovest per salire fino sulla cresta di contorno, le cui cime più alte superano i 2200 m (Monte Messer 2230 m s.l.m.). La varietà vegetazionale è pertanto elevata. La vegetazione arborea è dominata dal faggio, spesso consociato con tasso e latifoglie termofile varie come carpino nero. Le tipologie forestali prevalenti sono le faggete sub-montana, montana, alti-montana e sub-alpina; vi sono inoltre le faggete primitive di rupe e di falda detritica e le pinete di pino nero su pendii aridi esposti al sud. Più in alto, si trovano mughete, prati magri e ambienti rupestri. La componente floristica denota elementi di pregio: abbondanza di endemismi (es: arenaria uteri su rocce ombrose e stillicidiose) e la vegetazione di ghiaione del Gravon del Tasseit in esemplare successione altimetrica e in funzione della granulometria.

Storia

La Foresta del Prescudin è di proprietà della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia dal 1966, quando tale foresta demaniale venne assegnata alla Regione a seguito della sua istituzione. Dieci anni prima il compendio era stato acquisito dall’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali. Fino agli anni Trenta del XX secolo, la proprietà fu dei Conti Cattaneo, casato di grandi proprietari terrieri di Pordenone, che utilizzavano il bene principalmente come residenza estiva: l’edificio di Villa Emma è intitolato a Donna Emma Cattaneo. I due fabbricati limitrofi erano una stalla e un piccolo caseificio, posti al centro di un pascolo che veniva monticato con bovine da latte. Dal 1973 furono condotti studi sul locale bacino idrogeologico culminati nel 1986 con la pubblicazione del volume “Suoli, vegetazione e foreste del Prescudin” edito dall’azienda regionale delle foreste.

Produzione legnosa

La gestione forestale attiva è limitata alla parte del fondovalle della Foresta. La ripresa netta è di 100 metri cubi. La produzione legnosa è esigua ed è rappresentata in gran parte da legna da ardere proveniente da diradamenti o dal legname di abete rosso proveniente dai tagli di rinaturazione dei rimboschimenti di abete rosso, che risalgono agli anni dal 1943 al 1975, la cui finalità è favorire il progressivo ingresso della vegetazione spontanea di latifoglie.

Fruizione turistica e protezione della natura

La foresta regionale del Prescudin è stata quasi completamente (90%) dichiarata area wilderness con la denominazione “Alto Prescudin” (ha 1.491.3420), con esclusione della zona di fondovalle interessata da strada e fabbricati. Si tratta quindi di un contesto in gran parte selvaggio e isolato, con scorci suggestivi. Villa Emma con i suoi fabbricati di servizio e l’area di sosta costituiscono un punto di riferimento e appoggio centrale. Di lì si possono intraprendere passeggiate brevi e in piano oppure percorsi più impegnativi, fino ai rifugi in quota o alle creste. Sono facili gli avvistamenti di cervi e caprioli, talvolta dell’aquila. L’intensa frequentazione di cervi è palesata da segni di scorticamento sulle piante di tasso. L’ambiente è fresco, vi sono sorgenti e alcuni stagni ricchi di vita anfibia.

Ulteriori informazioni sul sito www.regione.fvg.it

https://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/economia-imprese/agricoltura-foreste/foreste/FOGLIA9/FOGLIA5/

Economia – Imprese/agricoltura e foreste
Fondo del percorso