CIMOLAIS - Anello del monte Pramaggiore (senza cima)

DATI
Lunghezza: 17.6 Km - Km sforzo: 33.0 Kmsf - Salita: 1540 m - Discesa: 1540 m - Dislivello totale: 3080 m - Altitudine minima: 1161 m slm - Altitudine massima: 2278 m slm

Difficoltà:
Cammino: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Sconsigliato
Io peso
kg
e ho
Questo percorso corrisponde a...
Tempo
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ore
Calorie
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Kcal
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CARATTERISTICHE - Questo è un percorso molto bello ma sconsigliato anche per escursionisti esperti: per poterlo percorrere è necessario avere capacità minimamente alpinisiche in quanto un ampio tratto del sentiero che segue passo Pramaggiore è franato ed in larga parte non individuabile. Acqua disponibile in val Postegae fino a quota 1700-1800mslm, quindi a seguire presso il Ciol del Clap (prima di casera Pramaggiore), quindi nei pressi di Cason dell'Inferno (quota 1800mslm).
DESCRIZIONE – Dal pian di Meluzzo (1170mslm) nei pressi del parcheggio del rifugio Pordenone (1244mslm) ci dirigiamo seguendo le indicazioni del CAI370 in direzione del monte Pramaggiore: dopo 700 metri lasceremo sulla sinistra casera Meluzzo nell’omonima piana per procedere lungo una strada sterrata per altri 1100 metri fino quando arriveremo ad un evidente bivio in cui ci porteremo a destra lungo il CAI362 e CAI366. Da qui continueremo per altri 1,4km fino a giungere nei pressi del torrente dove si trova un poco visibile bivio (1300mslm) in cui anziché seguire a sinistra la salita del sentiero CAI362 che si dirige alla valle dell’Inferno ed a forcella Pramaggiore, attraverseremo il torrente fino ad individuare l’inizio del sentiero dismesso (era il CAI 387). Dopo 300 metri (1360mslm) incontreremo un ingannevole bivio in cui dovremo procedere a destra in direzione di casera Postegae (non visibile da sentiero): da qui inizia la vera salita nella val Postegae, lungo la quale troveremo la possibilità attingere acqua fino a quota 1700-1800mslm. Dal bivio fino al passo sono 2,5km con ascesa totale di 800 metri a pendenza media del 32%, lungo un sentiero dismesso ma ancora ben evidente, che decorre a fianco di un torrente che attraversa più volte e che diviene un po’ più difficoltoso nella seconda parte, quando -entrando nel “Cadin del Pramaggiore”- il fondo del sentiero di salita diviene più sassoso.
Guardando dal passo Pramaggiore (2143mslm) la val Postegae da cui siamo saliti quella sulla destra è la parete Ovest del Pramaggiore (2478mslm), mentre sulla sinistra si vede poco lontana la cima Cadin (2313 mslm): dall'altro versante possiamo invece individuare la val Settimana ed il pianoro di rifugio Pussa.
Una volta goduto del notevole panorama dolomitico e valicato il passo Pramaggiore, purtroppo la parte alta dell’ex sentiero CAI387 che conduceva al bivacco Casera Pramaggiore è in parte franata, per cui per la sua percorrenza servono almeno basiche capacità alpinistiche: anche escursionisti esperti si troverebbero in difficoltà, quindi procederemo solo se abbiamo le capacità, non siamo da soli e possibilmente abbiamo caricato la traccia GPX su satellitare.
Il sentiero decorre subito sotto i paretoni del Pramaggiore e già un centinaio di metri dopo il passo incontra la prima grande frana, da attraversare con cautela: il vecchio sentiero decorreva in questo tratto più complesso per 1,5km inizialmente subito sotto i grandi paretoni rocciosi a sud del Pramaggiore rimanendo sempre a quota 2000mslm e non come riportato in molte cartine più in basso a 1800 mslm, per raggiunger la qual quota servirebbe scendere lungo due canaloni, su cui è assolutamente sconsigliato avventurarsi, né purtroppo -se vi sia mai stata una traccia a 1800mslm - risulta attualmente reperibile (forse una traccia è evidente nel passaggio tra i mughi).

PRIMA FRANA: misura 140 metri ed è attraversabile tenendosi a ridosso dei paretoni: al termine della frana la risalita sul sentiero può essere difficoltosa, ma è possibile scendere lungo il semplice canalone di un centinaio di metri, quindi risalire sulla breve crestina che ci riporta ad un tratto dove il sentiero è evidente
SECONDA FRANA: dopo un tratto semplice di 300 metri che che decorre sempre orizzontale a circa quota 2000mslm giungiamo su un lembo di una grande frana, che aggireremo portandoci in basso a destra per una ventina di metri, attravresando un'apertura abbastanza evidente tra i mughi che dopo esere scesa ruota a sinistra fino a portarsi alla base del canalone con la frana che oltrepsseremo senza particolari difficoltà
TERZA FRANA: dopo altri 300 metri decorsi parallei a quota 2000mslm, in cui la traccia è pressoché inesistente giungiamo alla terza e più piccola delle frane, che valicheremo tenendoci più in alto rispetto alla frana stessa. Oltrepassata questa ultima insidia il sentiero continua poco evidente per dirigersi in direzione di una piccola selletta che possiamo vedere dinnanzi a noi e raggiungere in 500 metri, valicando il cui passaggio (quota 2010mslm) si conclude la parte difficile.

Il sentiero gira marcatamente a sinistra ed inizia un tratto di discesa che ci conduce nella val del Clap, su catino del versante Sud del Pramaggiore: la traccia è ben evidente nella prima parte mentre dopo im primi 250 metri di discesa si perde nei pressi di un piccolo ghiaione grossomodo al centro dell'ampia vallata nei pressi di un piccolo ghiaione, quando dovremo virare decisamente a sinistra e scende usando un pò di intuito lungo il semplice tratto pratoso che ci condurrà in direzione dell'evidente sentiero che possiamo individuare ad occhio nudo guardando in basso a Sud, ossia il sentiero CAI 388, su cui ci innesteremo a quota 1860mslm andando a sinistra.
Procedendo per 200 metri inconterermo una fonte d'acqua Ciol del Clap (1860mslm) e dopo altri 600metri giungeremo finalmente al ricovero casera Pramaggiore (1815mslm).
Dalla casera inizia la salita a forcella Pramaggiore (2296mslm) che raggiungeremo seguendo i segnavia CAI366 dopo 1,5km di salita a pendenza ingravescente (mediamente del 32%).
Dalla forcella il sentiero diviene CAI363 e decorre a destra per un breve tratto di cresta quindi scende fino a raggiungeren 250 metri dopo l'inquietante forcella Sidon (2252mslm), di cui esistono 2 varianti a distanze di poche decine di metri e si dirigono verso il rifugio Pacherini.
Il nostro rientro avviene assi più semplice lungo la bellissima valle dell'Inferno: dopo 2,1km di agevole discesa (pendenza -23%) giungeremo nei pressi di cason dell'Inferno (1800mslm), dove potremo trovare nuovamente acqua.
da qui il sentiero diviene CAI 362 che in discesa entra nel sottobosco ove vi saranno altre possibilità di attingere acqua prima di giungere dopo 2,2km (-22%) al bivio nei pressi del torrente (1300mslm) da cui avevamo deviato inizialmente in direzione di Passo Pramaggiore.
Seguiremo il rientro lungo la già calpestata strada dell'andata, che dopo 3,2km ci riporterà al punto da cui eravamo partiti.