I JAM 22 - La vecchia cava

DATI
Lunghezza: 5.9 Km - Km sforzo: 15.4 Kmsf - Salita: 948 m - Discesa: 24 m - Dislivello totale: 972 m - Altitudine minima: 300 m slm - Altitudine massima: 1224 m slm

Difficoltà:
Cammino: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Sconsigliato
kg
Questo percorso corrisponde a...
Tempo percorrenza
-
ore
Calorie consumate
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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ore

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Fondo del percorso

CARATTERISTICHE - Uno degli ambienti più particolari del monte Jouf è l'antica cava di pietra, un luogo in cui lo sfregio dell'attività umana sull'estetica della montagna ha creato un atipico ambiente in cui la natura si sta lentamente riappropriando dei sui spazi. Un tratto un pò lunare, un pò dolomitico, da riservare a persone capaci per la presenza di due passaggi leggermente esposti.

 

DESCRIZIONE – Partendo dal parcheggio alla fine di via Castello non saliremo lungo l’invitante arco che conduce lungo la strada della Valpiccola ma procederemo a destra lungo via Pascoli che eprcorreremo per intero per 570 metri fino alla sua conclusione presso una mulattiera che vola a sinistra e sale assai pendente per un breve tratto (subito dopo l’inizio vi è un bivio in cui è preferibile andare a destra) di un centinaio di metri (24%) fino ad arrivare in uno slargo pratoso attraversato dalla strada sterrata della Ropata: un po’ nascosto in alto a destra andremo a cercare il troi de la busa di Nanda, un sentiero che dopo 200 metri (8%) ci condurrà nei pressi dei ruderi del tiro a segno, oltre il quale riprenderemo la traccia che dopo poco meno di un centinaio di metri ci condurrà sulla più larga e comoda mulattiera della val di Pan, su cui ci immetteremo andando a sinistra e procedendo per altri 410 metri (10%), fino alla sua conclusione su un tratto della vecchia strada asfaltata che conduceva nella cava e su cui saliremo andando a sinistra per 250 metri (10%) fin quando essa continua sul largo troi di Clapis, sentiero che sale dolcemente per 650 metri (10%) e sale sotto le rocce della zona su cui sparavano dal tiro a segno, fino quindi a giungere su uno spiazzo panoramico (440mslm) in cui fa la sua bella figura il monte San Lorenzo e la gola del Colvera. Da una decina di metri oltre, un po’ nascosto origina sulla destra il troi della cava che sale proprio seguendo l’avvallamento della cava. Noi invece procederemo di un’altra decina di metri, quando in corrispondenza di un sentiero che sale da sinistra, individueremo sulla destra il troi della cresta di cava, traccia che sale impegnativo (27%) per 300 metri, seguendo una piccola crestina verosimilmente formatasi con i lavori della cava. Arrivati a quota 500mslm il sentiero giunge in uno piccolo slargo in cui la vegetazione è più rarefatta e da cui si può notare sulla destra l’entrata di un vecchia strada, denominata “la seconda pola”, che decorre trasversalmente e pressoché orizzontale in direzione del centro della cava: percorreremo con grande attenzione soprattutto le prime decine di metri, prestando attenzione a non scivolare giù sulla destra. La seconda pola misura 210 metri e ha una minima pendenza (5%), fino a concludersi sul troi della cava su cui ci innesteremo a sinistra in salita per un tratto impegnativo anche per il fondo finemente ghiaioso che sale per 200 metri (38%) fin quasi a giungere sul fondo cieco della cava: arrivati a quota 650mslm noteremo sulla destra l’inizio di un poco evidente sentiero che ci consente non senza difficoltà di uscire in poche decine di metri dalla cava e di riportarci nel bosco: prestiamo massima attenzione perché proprio la curva da cui usciamo dalla cava risulta un poco esposta, quindi da attraversare con grande attenzione. Segue un tratto tranquillo, ossia il troi di Gritti, un traverso di 200 metri (16%) che conduce fino al troi della cresta di Sud Est o della Fous (675mslm) su cui saliremo a sinistra per altri 220 metri (35%) fino ad innestarci sul troi di val Nuiar (765mslm), un tratto di 320 metri (24%) che conduce fino all’incrocio con il Calvario (845mslm), che oltrepasseremo per proseguire dinnanzi a noi per la seconda parte del troi di val Nuiar che continua per 300 metri (27%), fino a concludersi sul CAI983 su cui saliamo solo per una quarantina di metri per poi andare a sinistra lungo il troi dal Codul, un sentiero che dopo avere attraversato un piccolo ghiaione giunge dopo 150 metri (37%) nei pressi di una madonnina (960mslm). Subito dopo il sentiero confluisce in uno più largo che sale da una pozza sottostante: è il troi del Delfino. Dopo 230 metri (28%) giungiamo in un tratto meno pendente dove –tanto per rimanere in tema di cave- potremo notare sulla destra una piccola vecchia pietraia (1050mslm): da qui con altri 250 metri ci porteremo finalmente sulla mulattiera anteriore del monte Jouf e subito dopo al piazzale, ove continueremo a sinistra seguendo una mulattiera che si dirige verso la cima ormai non più lontana. Dopo 350 metri (13%) giungiamo ad un bivio in cui anziché prosegurie a sinistra lungo la classica salita alla croce, proseguiremo dritti lungo la mulattiera che continua per 700 metri (3%) fino a giungere nei pressi del sentiero indicato sulla sinistra con una bollinatura rossa (1195mslm), che raggiunge la cima dopo un breve tratto di 180 metri (16%). Dopo avere goduto della improvvisa comparsa del panorama sottostante, dalla cima possiamo continuare a NordOvest lungo la cresta per una ventina di metri fino a giungere nei pressi di una radura erbosa da cui possiamo aggiungere Barcis ed il suo lago alla vasta bellezza sottostante. Per il rientro possiamo percorrere la cresta in senso contrario e scendere nella selletta transitata la quale una breve salita ci porta alle antenne, alla croce e quindi alla ricongiunzione con la mulattiera da cui eravamo saliti.


Flora e fauna