DATI
Lunghezza: 18.6 Km
- Km sforzo: 36.6 Kmsf
- Salita: 1800 m
- Discesa: 1800 m
- Dislivello totale: 3600 m
- Altitudine minima: 900 m slm
- Altitudine massima: 2000 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
IN COSTRUZIONE
DESCRIZIONE - Partiamo da Pont de Ciartier (881mslm) dove sulla destra orografica del torrente Settimana troviamo l'inizio del sentiero CAI 370, che sale comodamente in una faggeta percorrendo tutta la val Cerosolin tenendosi sempre sulla sinistra orografica dell'omonimo torrente: è un largo e comodo sentiero a pendenza modesta che presenta alcuni brevi tratti erosi dalle acque torrenziali che scendono da sopra, ma ben manutenuti dal personale del Parco. Arriviamo senza difficoltà dopo 2,8km (D+ 320 metri) alla confluenza con il CAI 388 diretto (a destra) verso casera Pramaggiore: qui andiamo a sinistra ed attraversiamo le acque del torrente Cerosolin non dopo esserci abbeverati dalla bella fontana in legno (1250mslm). Poco dopo l'attraversamento del torrente giungiamo nei pressi di un prato sovratato dalla casera Col d'Aniel (1329mslm), che lasciamo sulla destra, proseguendo sul CAI 370, tramite cui in breve tempo ci portiamo alla confluenza tra il torrente Costita (sulla destra) ed un altro ruscello che scende da forcella Dof: proseguiamo per una ventina di metri lungo il greto di questo secondo torrente (acqua presente), quindi ci portiamo sulla sua destra orografica per iniziare la più impegnativa salita su sottobosco prima di faggio, poi di pino che in circa 2 chilometri (D+500 metri) si concluderà sui prati della panoramica forcella Dof (1843mslm). Da qui continuiamo luno il CAI 370 che procede ora in discesa e scende di un centinaio di comodi metri fino a raggiungere casera Bregolina Piccola o di Claut (1746mslm), dove potremo ancora attingere acqua all'interno del bivacco e goderci lo splendido contesto di cime che la circondano.
Dalla Prigulina andiamo a cercare il punto di attaco del sentiero dismesso che saliva verso sella Turlon: procediamo in debole discesa per 750 metri fino a quando dopo una ansa verso sinistra giungiamo al bivio di quota 1676 mslm, nei pressi di un piccolo prato in cui il CAI 370 devia bruscamente ad angolo verso destra. Noi procediamo dritti per un breve tratto erboso apparentemente privo di traccia: dopo un centinaio di metri troveremo sul terreno una rincuorante traccia ben definita, che ci accompagnerà per un lungo tratto mantenendo la quota e procedendo per saliscendi per sottobosco fitto ma transitabile. I ruderi di casera Faures (1706mslm) sono ormai solo un toponimo posso in un selleta erbosa dove si conclude questo primo tratto, in cui l'unica incertezza si trova in un prato evidentemente oggetto di frequenti slavine alle basi del Faures de Claut, l'ampio catino sottostante le Pale Candele, di cui vedremo solo una minima parte più alta: il prato (un centinaio di metri) va attraversato a decorso orizzontale mantenendo la quota, in modo da trovare la traccia sul lato opposto. Anche da casera Faures non è facile reperire la traccia che decorre per prato senza riferimenti: possono aiutare 4 larici allineati ad un centinaio di metri dalla casera, in quanto di lì transita la traccia che ricompare subito dopo gli alberi. Qui in sentiero si presenta in debole salita fino a raggiungere un piccolo rugo (1790mslm), salendo verticalmente il quale si dovrebbe raggiungere forcella Turlon: tale traccia non l'abbiamo vista, mentre abbiamo reperito abbastanza evidente quella che devia a destra per erbe e larici e dopo circa 200 metri giunge ad un torrente che si sviluppa con 3 piccoli rami inframezzati da vegetazione. Attraverseremo tutte le ghiarie di torrente fino a quando al terzo lo risaliremo per qualche decina di metri, seguendo le tracce sul terreno fino a quando a quota 1860mslm circa esso devia a destra per un taglio di mughi entro cui si immette ed entro cui procede salendo. Il passaggio tra i mughi è stretto e non molto evidente e diventa un pò labirintico quando presenta due bivi in cui conviene andare sempre a sinistra in quanto viceversa ci troveremo in un fondo cieco: in questo passaggio le tracce presenti su Tabacco non sembrano corrette. Intanto per mughi abbiamo raggiunto una piccola insellatura a quota 1940 mslm: qui la visuale si apre e procediamo per un tratto in salita per prati fino a giungere nella grande conca erbosa dei ruderi di casera del Fabbro (1995mslm), posizionata tra la costa del Fabbro e le Saline, ma di cui rimane il solo toponimo. Qui merita fare una pausa ristoratrice perchè il panorama si fa davvero notevole, come parimenti la fatica accumulata.
Andiamo a destra per prati fino ad individuare l'evidente traccia che decorre in modo trasversale, mantenendo la quota: dopo 250 metri giungiamo al terzo toponimo, il cason dei Pastori (2000mslm), di cui non troveremo traccia. Sempre mantenendo la quota procediamo per altri 250 metri, fino a giungere ad una curva a gomito (2005mslm) che piega a sinistra e da cui inizia l'ascesa finale al Turlon.