DATI
Lunghezza: 9.4 Km
- Km sforzo: 22.8 Kmsf
- Salita: 1335 m
- Discesa: 1335 m
- Dislivello totale: 2670 m
- Altitudine minima: 734 m slm
- Altitudine massima: 1977 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - Anello tra due valli, collegate in alto tramite forcella Val Piovin, tramite cui si può unire lo splendido ed immenso catino sommitale della val Piovin a quello della Val di Sass, con vedute notevoli su Prendera, Cornaget, Turlon e Pale Candele, in un contesto di natura incontaminata. Percorso greppistico, lungo tracce di sentieri dismessi, senza particolari difficoltà tecniche, ma per il quale è necessaria una buona dose di fatica e capacità di orientamento (necessaria traccia satellitare).
ACQUA - Presente in salita sul torrente val Piovin fino a quota 1300mslm e in discesa sul torrente Ciol de Sass a quota 1400mslm.
PERIODO CONSIGLIATO - Tarda primavera, estate, inizio autunno. Da evitare con neve e ghiaccio
DESCRIZIONE - Lungo la strada della Val Settimana arriviamo al pont del Gobo (740mslm), dove lasciamo la vettura e cerchiamo una decina di metri prima del ponte sulla destra l'inizio del sentiero, che si porta a ridosso del torrente Settimana e dopo aver attraversato la base di un piccolo ghiaione, inizia sulla destra la lunga fase di salita. Il sentiero -pur essendo dismesso da anni- pare discretamente visibile, anche se in estate può risultate inerbato nella parte iniziale: sale in un primo tratto abbastanza impegnativo per pendenze, decorrendo grossomodo parallelo al Ciol de Val Piovin, tenendolo ad una distanza di un centinaio di metri.
A quota 900 mslm la traccia esce dal sottobosco di faggio e si porta sulla sinistra per giungere all'attraversamento di un piccolo rugo (930mslm) proveniente da destra: il sentiero continua sul versante opposto dopo avere risalito il piccolo greto per una decina di metri, rientrando nel sottobosco di faggio, dove sul terreno non è sempre semplice individuare la traccia, benché in sostanza si tratti di continuare a salire, essendo in questo aiutati da ometti di sassi, utili a trovare i riferimenti per la salita, che si mantiene sempre discretamente impegnativa per pendenza. A quota 1150mslm il sentiero -finora grossomodo parallelo al torrente- tende a deviare verso sinistra per avvicinarvisi.
Giungiamo all'attraversamento di un secondo piccolo rugo (1180mslm), che un centinaio di metri sotto di noi vediamo confluire sul canale principale (Ciol de Val Piovin): arrivati a questo attraversamento lo risaliamo per una trentina di metri, fino a trovare sulla sinistra un taglio tra mughi (presente, ma non facile da trovare), passaggio che induce ad avvicinarsi al Ciol de Val Piovin. In realtà non dovremmo decorrere orizzontalmente verso il Ciol de Val Piovin (che a quota 1200 non sarebbe risalibile a causa di un salto) ma continuare a salire: tra i due torrenti incontreremo un esile rugo su cui potremo andare a destra in salita fino ad individuare sulla sinistra la continuazione del taglio di mughi: qui entriamo in una situazione un pò labirintica in cui la traccia è davvero minimale, ma sempre presente. Si consideri che essa non si avvicina subito al Ciol de Val Piovin, ma sale decisamente verticale tra mughi fino a giungere a quota 1260mslm, dove la traccia devia finalmente nettamente a sinistra per dirigersi verso il torrente Ciol de Val Piovin, su cui ci immettiamo a quota 1280mslm, grossomodo alla quota dove ad un centinaio di metri sull'altro versante del torrente sarebbe posizionata la casera val Piovin, che però non siamo andati a cercare, né abbiamo individuato con lo sguardo. A quota 1300mslm, a margine del greto, sulla destra orografica, sarà possibile individuare un ricovero naturale sotto un grande masso, noto come el Peròn: questo sarebbe il punto da cui iniziava la traccia che portava ai ruderi della casera.
Qui inizia la faticosa e lunga risalita del torrente Ciol de Val Piovin, da cui sarà possibile attingere acqua verosimilmente fino a quota 1300mslm: nella salita prestiamo attenzione alle pietre inumidite dall'acqua, in quanto ci sono risultate particolarmente scivolose. La risalita non presenta particolari difficoltà, salvo la buona dose di fatica che ci richiederà, verosimilmente amplificata dal sole nel periodo estivo. In alto a sinistra compare a destra la forcella di Spiz val Piovin ed il largo canalone verso cui dovremo dirigerci. La questione più complessa sarà capire dove uscire sulla sinistra dal torrente da cui stiamo risalendo e dove quindi tentare la traversata della grande fascia di mughi, sbagliando la quale potremmo trovarci a penare non poco. Si consideri che la traccia presente in mappa Tabacco (anno 2026) non è corretta o non è più percorribile, in quanto invita a transitare per una fascia di mughi in cui il passaggio sarebbe faticosissimo. Dopo vari tentativi e notizie di altri salitori abbiamo concluso che conviene portarsi molto in alto sul torrente, fino a quando a ridosso di una paretina rocciosa troviamo un invito ad uscire, proprio al limitare tra i mughi e le più alte ghiaie: la quota a cui bisogna uscire è a 1550mslm. Dall'immissione sul torrente avremo percorso 700 metri e quadagnato 300 metri di quota (pendenza media 42%).
Siamo quindi entrati nel grande e spettacolare catino sommitale: per orientarci guardiamo in alto a sinistra la punta della cima Ciol de Sass, alla cui destra individuiamo la forcella a cui dovremmo dirigerci. Subito sotto la verticale della cima Ciol de Sass individuiamo una larga cengia rialzata rispetto al catino: attraversando il grande catino in salita diagonale puntiamo alla canalina sulla destra dello sbalzo della cengia, che sembra la via più comoda per salire in forcella, posto che il decorso potrebbe essere diverso in base alle preferenze di chi sale. La forcella di Val Piovin si trova a quota 1977mslm.
Scendiamo dalla forcella tra erbe, mughi e sassi fino a raggiungere una evidente canalina ghiaiosa su cui si immettiamo e che ci inviterà a curvare verso destra fino alla sua conclusione: da qui andiamo a destra mantenendo la quota per valicare uno stretto passaggio per mughi, non agevolissimo ma per fortuna breve, fino ad intersecare la traccia che scende dalla forcella Ciol de Sass. Il tragitto non è mai ben evidente, ma dall'alto il decorso è intuitivo e si dirige in una sottostante conca pratosa.
Dal piccolo prato tra i larici bisogna individuare il passaggio un pò nascosto del sentiero che si dirige verso i ruderi della casera Ciol de Sass: è importante trovare la traccia del sentiero che decorre grossomodo alla stessa quota, perché viceversa il fitto bosco non consentirebbe un facile orientamento. Viceversa i ruderi della casera non li abbiamo trovati…
A quota 1580mslm incontriamo la flebile traccia della val Piovin, su cui ci immettiamo scendendo a sinistra: il sentiero inizialmente si tiene distante dal torrente Piovin sulla sua sinistra orografica, per circumnavigare l'immenso anfiteatro roccioso entro cui precipita la grande e bella cascata. Circa a quota 1400mslm il sentiero si avvicina al torrente: da qui la discesa avviene per torrente salvo in alcuni tratti in cui decorre pochi metri sulla sinistra orografica. Nella parte finale (quota 970mslm) ci sono due possibilità: o si esce sulla destra orografica e si continua per il sentiero nel sottobosco, oppure si scende per torrente, che risulta transitabile anche se l'impegno per transitare e calarsi per massi risulta maggiore rispetto alla parte più alta. Per la descrizione della salita della val Piovin si rimanda al percorso val di Sass, monte Prendera.
Giunti a casera Settefontane (863 mslm) il rientro a Pont del Gobo avviene tramite la strada della val Settimana: 1,7km
Percorso con Andrea Cassandro, Claudia, Michele, Elena
DISTANZE
Salita da Ponte del Gobo a forcella Val Piovin = 3,7km, pendenza media 34%
Discesa da ruderi Ciol de Sass a Settefontane = 2,5km, pendenza media -28%