DATI
Lunghezza: 15.0 Km
- Km sforzo: 32.8 Kmsf
- Salita: 1780 m
- Discesa: 1780 m
- Dislivello totale: 3560 m
- Altitudine minima: 443 m slm
- Altitudine massima: 1629 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - Purtroppo da tempo il sentiero che collegava il bivacco al sentiero che dal bivacco Molassa saliva a forcella Giaveid, da cui si poteva scendere alle Tranconere è stato dismesso, a causa di due frane. Ciò ha fatto diminuire il significato del bivacco dell'Asta, che una volta raggiunto non permette la prosecuzione con altri itinerari. Siamo andati a verificare in che condizione fosse tale via di collegamento, che presenta due problemi legati ad altrettante piccole frane sotto descritte. Il percorso attualmente è una questione greppistica o necessita di una minima attrezzatura alpinistica. Già che c'eravano siamo proseguiti per verificare in che condizione fosse il collegamento tra forcella Giaveid e Navalesc, al fine di compiere un anello importante per distanze, dislivello e difficoltà complessive
PERIODI CONSIGLIATI - Primavera ed autunno, in estate l'inerbamento può risultare fastidioso, in inverno da evitare per presenza di ghiaccio/neve
ACQUA - Assente per tutta la percorrenza: la si ritrova nella discesa da forcella Navalesc a quota 1130 mslm
DESCRIZIONE - La prima parte fino al bivacco dell'Asta è descritta in forcella Antracisa (via CAI 976) - bivacco dell'Asta.
Guardando la facciata del bivacco dell'Asta (1385 mslm) andiamo a destra per individuare un flebile traccia in discesa, che dopo poche decine di metri giunge ad una prima frana larga circa 5 metri con fondo di sabbia di media consistenza; la frana scende in modo assai pendente a mò di imbuto per terminare in un salto decisamente esposto. Si tratta del punto più complesso della percorrenza, in cui la presenza di una corda permetterebbe un passaggio in sicurezza ed indossare dei ramponcini consentirebbe una salda adesione al terreno: inutile sottolineare il fatto che cadere in questo punto sarebbe fatale! Oltre a questa prima e più grande difficoltà, troviamo un sentiero in discreto stato di conservazione, abbastanza visibile sul terreno, con la presenza ancora individuabile della vecchia bollinatura abbastanza frequente, che rende il reperimento della traccia tutto sommato agevole. Il sentiero decorre in continua e modesta discesa, tenendosi sempre a ridosso degli immensi paretoni verticali che rimangono sulla destra, passando a fianco di numerosi e caratteristici landri, fino a giungere ad una cengia erbosa, la cui vista da lontano pare inquietante soprattutto per l'esposizione del salto sottostante, ma che mano a mano ci si avvicina appare sufficientemente larga (circa 3-4 metri) per consentire un transito relativamente tranquillo. Dopo la cengia il sentiero si discosta di poco dalle pareti a cui più avanti ritorna, fino ad incontrare una seconda frana, analoga alla precedente ma più stretta e più pendente, che va valicata da sopra per un breve (3 metri) ed esile (50cm) tratto erboso che rimane adeso ai paretoni. Dopo questo passaggio la traccia si scosta maggiormente dalle immense pareti rocciose, decorre nel sottobosco e risulta meno evidente, benché la percorrenza non presenti tratti complessi: giungeremo ad attraversare due piccoli greti di torrente prima di incontrare (a quota 1070mslm) la più evidente traccia che dalla Molassa sale verticalmente in direzione di Giaveid, per un bel sottobosco di faggio, in cui nella parte più alta i numerosi schianti di alberi non impediscono il transito. Nella prima metà la salita risulta in direzione rettilinea/verticale, mentre nella seconda tende a piegare verso sinistra fino a portarsi ad un prato antistante la forcella, alla cui base troviamo un piccolo landro verosimilmente utilizzato dai cacciatori come ricovero di fortuna: attraversiamo in salita il prato oltre cui un'ultima fascia boscosa ci separa dalla forcella Giaveid (1476mslm), che rimane a vista.
Da forcella Giaveid (1476mslm) andiamo a destra inerpicandoci per una traccia evidente sul terreno, fino a giungere dopo poche decine di metri ad un tratto esposto, che valicheremo con attenzione per una breve (5 metri) e stretta (1 metro) cengia erbosa, oltre cui proseguiamo seguendo per sentiero, la cui traccia sul terreno è flebile ed incostante e la vecchia bollinatura rada e non affidabile: infatti nel primo tratto abbiamo più volte perso la traccia nei pressi di quota 1667mslm, facendoci aiutare dal satellitare e penando non poco per reperirla. Una volta ritrovata dopo l'aggiramento di quota 1667, l'abbiamo seguita senza particolari difficoltà fino a forcella Navalesc: per un breve tratto segue la cresta fornendo un panorama notevole sul versante Colciavath, quindi se ne discosta con l'intento di rimanere sempre alla stessa quota, compresa tra 1550 e 1600mslm, decorrendo in gran parte per sottobosco sul versante Nord di quota 1763mslm e di Ciucul di Navalesc* (1829mslm), fino a raggiungere forcella Navalesc (1526mslm): nell'ultimo tratto erroneamente siamo scesi in direzione dei ruderi di casera Navalesc (1465mslm) transitando per il grande alpeggio, da cui siamo risalti alla forcella. Poco prima della forcella la mappa indica la presenza di una sorgente perenne, che però noi non abbiamo incontrato.
Il tratto tra Andreis e forcella Navalesc è descritto in CIMA MONTE CASTELLO.
ERRORI DI MAPPE : vi sono alcune incertezze e differenze tra la mappa Tabacco e le Carte Tecniche Regionali. Alla quota 1760mslm sulla Carta Regionale (e sulle Tabacco più vecchie) viene attribuito il nome di monte Corta (noto localmente come Moncorta), che in realtà sulla attuale Tabacco risulta (a mio avviso correttamente) quella di quota 1813mslm. L'attribuzione del monte dell'Asta secondo me risulta errata su entrambe: sulla Regionale ho già detto (sia Corta sia Asta sono errate), sulla Tabacco Cora è corretto, ma Asta ho dei dubbi: viene ad esso assegnata la quota 1548mslm, ma più in alto ve ne sono due ben maggiori ma innominate, ossia quota 1628mslm e 1740mslm: è verosimile che una delle due sia quella da intendersi come monte dell'Asta. Il Ciucul di Navalesc è correttamente indicato con quota 1829mslm e la Guardia come 1517mslm.
Percorso con Michele Beltrame