DATI
Lunghezza: 14.0 Km
- Km sforzo: 25.2 Kmsf
- Salita: 1120 m
- Discesa: 1513 m
- Dislivello totale: 2633 m
- Altitudine minima: 432 m slm
- Altitudine massima: 1607 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - Benché pochissimo noto, il monte Tamais meriterebbe maggior fama, in quanto cima da cui si può ammirare una vista straordinaria, soprattutto sulla grande prateria alpina di Plan Salenc e sul maestose rocce del Crep Nudo: una faticosa traccia informale vi ci arriva dalla val Chialedina.
Il percorso qui descritto prosegue verso il Prescudin seguendo la traccia del sentiro dismesso che collegava il bivacco Val Zea con il bivacco Provagna: questo tratto è greppistico e presenta la complessità maggiore nei pressi della sella di Monte Formica, necessita di traccia satellitare e non è da percorrere in solitudine.
PERIODO CONSIGLIATO - Tutto l'anno, salvo presenza di neve
ACQUA - In salita su torrente Tamais fino a quota 990, in discesa sul versante Prescudin alla base della val Zea a quota 720mslm
DESCRIZIONE - Saliamo da Cellino lungo la strada sterrata della val Chialedina per 3,1km fino a giungere al piccolo guado del torrente Tamais (750mlsm), nei pressi del quale parcheggiamo la vettura: tale punto di partenza si trova dopo circa 200 metri rispetto all'inizio del sentiero CAI 969 che sale sul monte Provagna.
Rispetto al guado del Tamais continuiamo lungo la strada della val Chialedina per 300 metri fino ad individuare sulla sinistra (dopo un centinaio di metri da un secondo piccolo guado sulla strada) un'evidente traccia di una breve pista forestale, che dopo circa 300 metri valica un piccolo greto e continua come sentiero inizialmente largo quindi via via più esile, che sale per sottobosco fino ad incunearsi in una sorta di conca (forse un passaggio di slitte) e salire fino a quota 990mslm dove il sentiero piega a sinistra per portarsi al primo attraversamento del torrente Tamais (ultimo sicuro punto acqua).
Da qui ci portiamo sulla destra orografica della canalina del torrente, dove il sentiero continua la salita nel sottobosco su traccia flebile ma comunque intuitiva, presentandosi impegnativa per pendenza (38%) fino a tornare a portarsi ad un secondo passaggio sul torrente Tamais (1175mslm), possibile punto acqua, ma possibilmente secco nella stagione estiva. Da qui possiamo notare sulla sinistra orografica del torrente la prosecuzione del vecchio sentiero diretto a forcella Palòn, riportato come tratteggio nero su mappa Tabacco, che è in realtà una percorrenza assai più complessa rispetto a quella che prevede la comoda benché faticosa risalita del greto, che seguiremo e dove peraltro troveremo evidenti segni di passaggi umani.
Continuiamo a salire per torrente, dove incontriamo solo qualche incertezza nella parte più alta, lungo un tratto tra mughi dove il taglio che ne permette il passaggio non è sempre ben visibile. Arrivare alla forcella Tamais (1535mslm) necessita di fatica, ma non presenta complessità: dal secondo attraversamento del torrente la pendenza media è del 46%.
Dalla forcella proseguiamo seguendo la linea di cresta, dove troviamo sul terreno segni di passaggio e tagli che aiutano a trovare la via di percorrenza che rimane sempre lungo la cresta, inizialmente per sottobosco, quindi si apre lungo una densa fascia di mughi ove l'antico taglio meriterebbe una ripassata per consentirne un passaggio più agevole ed individuabile: la cima del monte Tamais (1751mslm) consente una vista spettacolare.
Dalla cima osserviamo la sottostante forcella Palòn verso cui ci dirigeremo, puntando prima verso uno spuntone roccioso verso cui scendere con attenzione per i pendenti (-40%) prati di Plan Salenc, fino a giungere a forcella Palòn (1657mslm). Dalla forcella continuiamo in debole salita fino a portarci nella grande prateria alpina di Plan Salenc, da dove scendiamo lungo il decorso che ci sembra più comodo con l'intento di andare ad innestarci nel vecchio sentiero che collegava il Bivacco Provagna al Bivacco Val di Zea (quota 1600mslm circa). La traccia satellitare qui allegata presenta una variante tramite cui ci siamo portati sulla cresta Sud (1730mslm) del Crep Nudo per osservare il versante della val Zea e di Monte Formica, quindi siamo scesi al vecchio sentiero a quota 1580 mslm.
Il sentiero dismesso si presenta a tratti in discrete condizioni di percorribilità, alternati a tratti in cui non risulta reperibile: per percorrerlo è necessaria una traccia satellitare, soprattutto considerando che esso decorre per saliscendi in un lungo tratto di sottobosco di faggio, quindi a terra potrebbe risultare ricolmo di foglie ed in alto non consentire una visuale a lunga distanza, quindi non da molti punti di riferimento. Rispetto alla base dalle grandi ed inaccessibili pareti che dal Crep Nudo si dirigono al monte Formica il sentiero tende a stare più basso, decorre lungo saliscendi rimanendo in una quota compresa tra 1400 e 1600 metri: il tratto dalla base di Plan Salenc alla sella di monte Formica misura 2,1km, sale di metri e scende di metri e per percorrerlo abbiamo impiegato 1 ora e 50'. Il tratto più complesso è quello in prossimità della sella di monte Formica (1439mslm): 500 metri prima di arrivarvici la traccia sul terreno scompare. Abbiamo seguito la traccia satellitare su terreno impervio in uno spaesante sottobosco fino a raggiungere la sella: la traccia qui allegata è quella da noi percorsa e coincide con quella presenta in mappa, ma non è detto che il sentiero originario possa avere avuto un decorso diverso. Anche il tratto successivo alla sella non è semplice: nessun riferimento sul terreno, si tratta di una discesa su fogliame in sottobosco di faggio di 900 metri a pendenza media del 28% fino a quota 1200mslm, quando incontriamo il sentiero CAI 980, che sembrandoci un'autostrada rispetto a quanto finora percorso, ci condurrà per comoda passeggiata (4,3km a -12%) fino all'inizio della mulattiera del Prescudin (711mslm), prima del quale troveremo un utile punto acqua da ruscello affluente al Prescudin. Da qui con 1,3km giungeremo alle stalle di villa Emma, proseguiremo a sinistra per la pista forestale che si connette ala strada asfaltata e giungere ad Arcola dopo altrti 3,7km