DATI
Lunghezza: 8.9 Km
- Km sforzo: 14.5 Kmsf
- Salita: 560 m
- Discesa: 560 m
- Dislivello totale: 1120 m
- Altitudine minima: 411 m slm
- Altitudine massima: 638 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - L'esplorazione aveva come obbiettivo verificare se il canale di San Daniele fosse percorribile fino a quota 796, in modo da raggiungere da lì Forca Bella (1162mslm): ci siamo arresi a quota 640 mslm. Il canale di San Daniele risulta percorribile fino a quota 554, in corrispondenza della cascata da cui sulla destra è possibile risalire a Forchia Bassa. Il passaggio che supera la cascata e si riporta nel greto del torrente non è semplice ma è fattibile: oltre tale punto però il torrente inizia a salire in maniera più stretta e verticale fino a giungere ad una seconda invalicabile cascata, la cui circumnavigazione diventa molto complicata ed a esito incerto.
DESCRIZIONE - Lungo la Strada Regionale 251 della Valcellina a circa 1km dall'abitato di Barce Partiamo presso la confluenza del torrente nel Cellina troviamo il ponte del torrente Varma (404mlsm), dove (a meno sia una domenica estiva) è possibile trovare alcuni posti per lasciare la vettura. L'inizio del sentiero si trova sulla destra proprio a pochi metri a ridosso della strada, da dove una traccia si inerpica per pochi metri per poi decorrere parallela ad una decina di metri sopra il torrente Varma. Entriamo nel canalone del torrente e dopo circa 200 metri dall'inizio troviamo sulla destra un rudere con tanto di numero civico indicante "località ponte Varma n° 2". Proseguiamo oltre decorrendo lungo una traccia abbandonata ma sufficientemente visibile ed ampia da consentire un agevole passaggio, seguendo un decorso ondulato con saliscendi ma mai impegnativo fino a giungere (circa a 1,3km dalla partenza) ad un manufatto in cemento poco oltre al quale una breve fune di acciaio ben ancorata ci conduce a valicare una semplice forcellina di pochi metri oltre il quale troviamo una scala orizzontale che agevola un passaggio altrimenti fastidioso: in breve giungiamo ad un primo attraversamento del torrente, nei pressi di un secondo breve cavo metallico (posizionato però in un modo non funzionale). Ora il sentiero decorre lungo la destra ortografica del torrente secondo una via non difficile, ma con continui saliscendi. Dopo altri 400 metri giungiamo nei pressi di una prima briglia (480mslm), il cui bacino è stato interamente riempito dai sassi. Qui termina la prima parte di sentiero che risale il Varma: un tratto evidente e ben percorribile, piacevole e senza particolari difficoltà.
Dalla briglia la traccia su mappa indicherebbe di tenersi nel bosco sulla destra orografica, ma visto che non abbiamo reperito traccia sul terreno e che la risalita sulle ghiaie non comporta difficoltà, continuiamo camminando nel grato del torrente fino a quando le anse delle acque ci costringeranno ad un doppio attraversamento delle stesse: in periodi "normali" qualche breve salto tra i sassi ci eviterà di dover guadare le acque, evenienza talora possibile. A distanza di 400 metri dalla chiusa il torrente si divide in due (470mslm): a sinistra il "Canale delle Brente" ed a destra la via che seguiremo ossia il “Canale di San Daniele”. Notare che al centro della confluenza si inerpica la salita per il Landrevon de Varma.
Percorriamo il canale di San Daniele camminando sul greto, che ci costringerà a numerosi passaggi di versante, non risultando mai complesso negli attraversamenti, anche considerando la sua bassa portata.
A circa 350 metri dal suo inizio incontriamo una seconda briglia (490mslm), davvero invalicabile da sotto e che noi abbiamo superato circumnavigando sulla destra orografica; dopo un breve tratto discretamente pendente per greppi siamo giunti ad incontrare una traccia discreta proveniente da sinistra, che verosimilmente originava qualche centinaio di metri prima. Seguendo tale traccia giungiamo al margine sinistro (guardando dal lato di chi sale) della chiusa. Continuiamo la percorrenza per il comodo letto di ghiaie depositate a monte della briglia, fino a giungere nella parte alta del canale di San Daniele che inizia a salire a pendenza maggiore, fino a pervenire ad un'ansa (530mslm) ove il torrente piega decisamente a sinistra: continuiamo per altri 300 metri fino a giungere ad una prima cascata (560mslm), bella ma invalicabile. Noi l'abbiamo superata circumnavigandola sulla sinistra orografica salendo per un breve (una decina di metri) ma ripido tratto erboso (che sarebbe non banale da percorrere in discesa): appena sopra ci siamo diretti a sinistra lungo un breve traverso che va a portarsi verso un affluente del canale di San Daniele, che scende da Forchia Bassa. Ci riportiamo sul canale per una ripida e non semplice discesa su erba. Sopra la cascata in effetti il torrente sembra avere cambiato aspetto: è più stretto e più pendente e la risaluta costa fatica maggiore fino a giungere ad una seconda cascata (590mslm) molto bella, ma impossibile: la sua circumnavigazione sulla destra orografica sarebbe anche possibile ma oltre la gola si fa più stretta, più verticale e con salti importanti ai suoi lati che renderebbero rischioso riportarsi sul torrente, quindi optiamo per dare come impercorribile questo itinerario.