BARCE (Barcis) - Canale del Varma, canale di San Daniele, Forchia Bassa, San Daniele del Monte

DATI
Lunghezza: 10.8 Km - Km sforzo: 29.4 Kmsf - Salita: 1865 m - Discesa: 1865 m - Dislivello totale: 3730 m - Altitudine minima: 404 m slm - Altitudine massima: 1090 m slm

Difficoltà:
Cammino: Esploratore
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Sconsigliato
Io peso
kg
e ho
Questo percorso corrisponde a...
Tempo
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ore
Calorie
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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Relazione a cura di: Ciro Antonio Francescutto
Relazione aggiornata a: Aprile 2026

CARATTERISTICHE - Il canale del Varma ed il canale di San Daniele costituiscono un lungo canyon in cui si addentrano pochissimi umani, nonostante la densa e grande bellezza che li distinguono. Una percorrenza che si conclude nei pressi di una bella cascata e che fino ad essa è per escursionisti esperti e che garantisce un rientro con buona soddisfazione, pur non raggiungendo vette o luoghi panoramici: il fascino è rappresentato dalla risalita della gola e dalle fresche e chiare acque dei torrenti. I soli greppisti potrebbero valicare la cascata alla ricerca della chiusura di un anello che fa perno su Forchia Bassa, da cui rientrare per splendida cresta fino ai ruderi di San Daniele, da cui tornare a Barcis.    

PERIODO CONSIGLIATO - Percorso fresco ed in ombra: fino alla cascata risulta fattibile e godibile in tutto l'anno. Il tratto dalla cascata alla Forchia è fortemente sconsigliato d'estate. 

ACQUA - Ne troveremo fino alla cascata, poi più niente.

DESCRIZIONE - Lungo la Strada Regionale 251 della Valcellina a circa 1km dall'abitato di Barce Partiamo presso la confluenza del torrente nel Cellina troviamo il ponte del torrente Varma (404mlsm), dove (a meno sia una domenica estiva) è possibile trovare alcuni posti per lasciare la vettura. L'inizio del sentiero si trova sulla destra proprio a pochi metri a ridosso della strada, da dove una traccia si inerpica per pochi metri per poi decorrere parallela ad una decina di metri sopra il torrente Varma. Entriamo nel canalone del torrente e dopo circa 200 metri dall'inizio troviamo sulla destra un rudere con tanto di numero civico indicante "località ponte Varma n° 2". Proseguiamo oltre decorrendo lungo una traccia abbandonata ma sufficientemente visibile ed ampia da consentire un agevole passaggio, seguendo un decorso ondulato con saliscendi ma mai impegnativo fino a giungere (circa a 1,3km dalla partenza) ad un manufatto in cemento poco oltre al quale una breve fune di acciaio ben ancorata ci conduce a valicare una semplice forcellina di pochi metri oltre il quale troviamo una scala orizzontale che agevola un passaggio altrimenti fastidioso: in breve giungiamo ad un primo attraversamento del torrente, nei pressi di un secondo breve cavo metallico (posizionato però in un modo non funzionale). Ora il sentiero decorre lungo la destra ortografica del torrente secondo una via non difficile, ma con continui saliscendi. Dopo altri 400 metri giungiamo nei pressi di una prima briglia (480mslm), il cui bacino è stato interamente riempito dai sassi. Qui termina la prima parte di sentiero che risale il Varma: un tratto evidente e ben percorribile, piacevole e senza particolari difficoltà.
Dalla briglia la traccia su mappa indicherebbe di tenersi nel bosco sulla destra orografica, ma visto che non abbiamo reperito traccia sul terreno e che la risalita sulle ghiaie non comporta difficoltà, continuiamo camminando nel grato del torrente fino a quando le anse delle acque ci costringeranno ad un doppio attraversamento delle stesse: in periodi "normali" qualche breve salto tra i sassi ci eviterà di dover guadare le acque, evenienza talora possibile. A distanza di 400 metri dalla chiusa il torrente si divide in due (470mslm): a sinistra il "Canale delle Brente" ed a destra la via che seguiremo ossia il “Canale di San Daniele”. Notare che al centro della confluenza si inerpica la salita per il Landrevon de Varma.

Percorriamo il canale di San Daniele camminando sul greto, che ci costringerà a numerosi passaggi di versante, non risultando mai complesso negli attraversamenti, anche considerando la sua bassa portata. 

A circa 350 metri dal suo inizio incontriamo una seconda briglia (490mslm), davvero invalicabile da sotto e che noi abbiamo superato circumnavigando sulla destra orografica; dopo un breve tratto discretamente pendente per greppi siamo giunti ad incontrare una traccia discreta proveniente da sinistra, che verosimilmente originava qualche centinaio di metri prima. Seguendo tale traccia giungiamo al margine sinistro (guardando dal lato di chi sale) della chiusa. Continuiamo la percorrenza per il comodo letto di ghiaie depositate a monte della briglia, fino a giungere nella parte alta del canale di San Daniele che inizia a salire a pendenza maggiore, fino a pervenire ad un'ansa (530mslm) ove il torrente piega decisamente a sinistra: continuiamo per altri 300 metri fino a giungere ad una cascata (560mslm), bella ma invalicabile. Noi l'abbiamo superata circumnavigandola sulla sinistra orografica salendo per un breve ma ripido tratto erboso (che non sarebbe banale da percorrere in discesa), sopra il quale la pendenza si stempera e su cui saliamo ad intuito seguendo lungo un tratto moderatamente pendente ma senza difficoltà od esposizioni, tenendoci sulla sinistra orografica di un piccolo affluente del San Daniele, su cui circa a quota 700 ci immettiamo per continuare la salita. Il torrente risulta un faticoso ma comodo ascensore per guadagnare metri: diviene via via più piccolo, ma non presenta salti o tratti complessi e ci permette di arrivare fino a quota 850mslm, dove si conclude in una faggeta, da cui in alto si intuisce la direzione della forcella Forca Bassa (938mslm). Il tratto dalla cascata alla Forchia è greppistico e sicuramente il più complesso dell'intera percorrenza misura 1km ed ha una pendenza media del 38%: infatti il dislivello della salita misura 380 metri.

Dalla forcella andiamo a destra seguendo una flebile ma evidente traccia informale di un sentiero che per 1km di saliscendi ci conduce lungo uno spettacolare e panoramico tratto di cresta fino ai ruderi della chiesa di San Daniele del Monte (1055mslm): questo tratto non presenta esposizioni o difficoltà particolari. 

Dai ruderi scendiamo a forcella Vallata (977mslm), da dove non scendiamo a sinistra, ma proseguiamo dritti per raggiungere la cima del monte Lupo (1053 mslm), da cui continuiamo per un altro spettacolare tratto di cresta, per poi immergerci in una faggeta da cui inizia la lunga discesa che ci conduce in località Predaia (564mslm). 

Da qui ci andiamo alla non immediata ricerca di una traccia che conduce fino alla confluenza del Varma: il primo tratto pianeggiante (non semplice da individuare), mentre il secondo è un evidente e largo sentiero che scende con buona pendenza. 

Percorso con Aldo Romano