DATI
Lunghezza: 16.0 Km
- Km sforzo: 30.0 Kmsf
- Salita: 1400 m
- Discesa: 1400 m
- Dislivello totale: 2800 m
- Altitudine minima: 544 m slm
- Altitudine massima: 1907 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Impegnativo
Anziani: Sconsigliato
Cani: DifficileVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - L'iconica Amariana non è avara di lunghe ed impegnative salite: questa è una di esse. Si sviluppa lungo il versante Nord del monte, partendo da Illegio. La forma piramidale dell'Amariana, con un lato "sbeccato" a causa del terremoto del 1976, lo rende unico, ricordando ai valligiani tale tragedia.
Per tradizione, se la cima del monte è annuvolata, si aspetta la pioggia, e il detto popolare dice: “Cuant che la Mariane a ja il cjapiel, met ju il falcet e cjape su il riscjel” (Quando l'Amariana ha il cappello, metti giù la falce e prendi in mano il rastrello).
In cima al monte è collocata una statua della Madonna (1957), davanti alla quale molti fedeli vanno a pregare; è simbolo di protezione per il monte, le valli circostanti e le città. La statua fu benedetta da Papa Giovanni Paolo II nel 1992, durante una visita in Friuli.
LEGGENDE - Una leggenda locale racconta che il Monte Amariana fu plasmato da una regina che trasformò una giovane donna in montagna per proteggerla da un mostro, l'Orcolat. L'Orcolat, termine friulano per terremoto, è associato al Monte San Simeone, vicino all'Amariana, e si dice che le sue scosse siano dovute alla rabbia del mostro. Esso vivrebbe rinchiuso nelle montagne della Carnia: ogni suo agitarsi bruscamente provocherebbe un terremoto. Dopo il 1976 è divenuto sinonimo del terremoto che colpì il Friuli in quell'anno.
DESCRIZIONE - Giungendo ad Illegio da Tolmezzo, il sentiero si stacca sulla destra un centinaio di metri prima del campo sportivo. Le opzioni di parcheggio sono molteplici, sia prima che dopo il punto di partenza, oppure direttamente presso il campo sportivo. L'unica difficoltà nel sostare l'auto potrebbe verificarsi durante la Mostra di Illegio, durante la quale (da Giugno a Novembre) in questo insospettabile villaggio si possono ammirare opere di artisti quali Picasso, Kandinskij e Caravaggio.
Si individua il sentiero CAI 461 (cartelli indicatori, 544 slm) che entra nel bosco e conduce in breve ad un bivio. Si prende a destra traversando diagonalmente in modesta salita. Superati due punti agevolati da scaletta, fune metallica ed un ponticello, si sale più ripidamente a serpentine, attraversando un'apertura della visuale su Tolmezzo, con panchina. Si risale ora il costone sopra il torrente Cornons, per proseguire poi in saliscendi fino a portarsi nelle prospicienze del greto (solitamente asciutto) di un ruscello. Da qui, prima in falso piano e poi più ripidamente, si arriva ad innestarsi nel sentiero CAI 443 (sorgente con fontanella). Si procede a destra raggiungendo in pochi minuti la radura in cui sorge il Bivacco Cimenti Floreanini (1067 slm), ottimamente ristrutturato.
Si prosegue ora per la stradina a destra del bivacco (cartello indicatore del Sentiero Cirillo Floreanini, segnavia sempre CAI 443 fino alla vetta dell'Amariana). Dopo pochi minuti di cammino pianeggiante nel bosco si sbuca in una strada forestale alquanto più grande e ben tenuta. La si percorre a destra lungamente, per lo più in leggera discesa, fino a raggiungere Sella Pradut, disboscata e spianata per deposito legna. Tralasciando la prosecuzione a sinistra della rotabile, si nota una stradina sul lato opposto della sella, che taglia in diagonale verso sinistra: i segni CAI invitano ad abbandonarla appena dopo un minuto, salendo il bosco senza troppa fatica fino a re-incontrare detta stradina (ora in condizioni alquanto peggiori) per attraversarla un'ultima volta
La pendenza ora aumenta, su traccia sempre comoda in un bosco di faggi. A quota circa 1300 slm il sentiero piega a sinistra per aggirare una zona rocciosa immersa nel bosco; dopo aver attraversato un caratteristico tronco ad arco, si risale ripidamente portandosi sopra la zona rocciosa e riprendendo il percorso sul pendio del monte. La vegetazione inizia qui a diradarsi presentando qualche conifera alternata alle latifoglie, fino a diventare una boscaglia principalmente formata da mughi; le foglie secche sul terreno lasciano ora spazio ad erbe e rododendri; anche il panorama si apre verso Nord. Poco dopo quota 1500 slm il sentiero taglia a sinistra e si porta in un canalone dove si attraversa l'ultimo bosco e poi se ne esce definitivamente, raggiungendo un catino ghiaioso di fronte a una bastionata rocciosa.
Dopo aver risalito il catino sfruttando il prato alla sua destra, occorre prestare attenzione a delle molto evidenti ma fuorvianti frecce arancioni che invitano a svoltare sinistra per attraversare il ghiaione. Si risale invece ancora il prato fino alle rocce (dove c'è un altra freccia arancione, 1600 slm), dalle quali si prosegue invece a destra sui segni CAI, addentrandosi tra i mughi e trovando subito la prima tratta agevolata fune metallica, seguita da altre 3. Le parti attrezzate non sono difficili, e non è necessario alcun equipaggiamento (che comunque è consigliato se si ha poca dimestichezza con la semplice arrampicata su roccia, soprattutto in discesa). Terminate le difficoltà, si continua la ripida salita fino a giungere alla base di un canalino roccioso (1710 slm), da dove si apre una bella visuale verso Tolmezzo e la valle del Tagliamento. Sempre in accentuata pendenza si risale tale canalino con tratti di semplice e divertente arrampicata, per poi addentrarsi nuovamente tra i mughi, fino ad uscire finalmente sulla cresta del monte (1830 slm). Qui si incontra il sentiero, informale ma ben segnato, che scende senza tanti complimenti il prato verticale fino a Forcella della Citate, che separa l'Amariana dalla sorella minore Amarianute.
Si cammina agevolmente sul filo (non esposto) della cresta rocciosa ed erbosa, ormai in vista della meta finale, raggiungendo in una decina di minuti l'anticima e poi, entro un paio di minuti, la spettacolare vetta dell'Amariana, su cui è situata una grande Madonnina. Particolarmente degno di nota è il panorama sulla confluenza tra Fella e Tagliamento, sul Lago dei Tre Comuni e vicini monti.
Il rientro avviene per il medesimo percorso, ma dal Bivacco Cimenti Floreanini è possibile proseguire sul CAI 443 oltre la sorgente, scendendo nell'abitato di Illegio. Da qui, per sentiero o direttamente per strada asfaltata, si rientra in breve alla punto di partenza.
Percorso adatto a cani abituati a muoversi su roccette: i tratti attrezzati - mai particolarmente esposti - sono superabili in modo relativamente agevole a patto che l'animale non abbia paura.
Acqua: presente subito prima del Bivacco Cimenti Floreanini.
Ombra: il percorso si svolge in buona parte in un bosco in versante Nord. Gli ultimi 350 metri di dislivello sono per lo più a cielo aperto.