DATI
Lunghezza: 18.0 Km
- Km sforzo: 36.4 Kmsf
- Salita: 1835 m
- Discesa: 1835 m
- Dislivello totale: 3670 m
- Altitudine minima: 867 m slm
- Altitudine massima: 2177 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - Raramente succede che la realtà superi le aspettative, come in questa esplorazione nata per capire se il tratto di cresta tra forcella Rua e forcella Sarodinas fosse percorribile ed imbattutasi invece nei ragazzi che ne stavano ultimando la realizzazione: da un'ipotesi di faticosa greppata ad una spettacolare camminata! Estremamente panoramica nel cuore delle Dolomiti Friulane, spartiacque tra le valli clautane e quelle carniche, incastonata tra i sontuosi profoli del Pramaggiore ed il Cornaget: questa è la cresta del monte Rua. Trattandosi di un'esplorazione, la via qui descritta sale direttamente da casera Pramaggiore alla cima Rua per vie “naturali”, mentre chi la volesse percorrere più agevolmente è consigliabile decorrere o da forcella Serodinas o dalla Rua Alta. La salita qui descritta alla casera Pramaggiore non è quella più diretta che sale dal ponte sul Ciol de Pès (CAI 366) da cui sono sceso, ma quella più lunga -e a mio avviso più bella- dal ponte del Cartier (CAI370): essa implica che per chiudere l'anello tra i due ponti tocchi compiere un tratto di asfalto lungo la val Settimana di 1,2km.
Ultime fonti di acqua sicura a quota 1444mslm (torrente, salendo da valle Ciol de Pès, CAI 366) o a 500 metri da bivacco Casera Pramaggiore a quota 1860 (sorgente, salendo da val Cerosolin, CAI 388)
CENNI STORICI - La prima affittanza nota di Casera Pramaggiore da parte del Comune di Claut risale al 1844, ma i pascoli venivano già sfruttati in precedenza. Tra le diverse figure che la animarono, il più famoso tra i conduttori fu Angelo Parutto “Magnol”, malgaro in Pramaggior eper 69 anni, a cui è dedicata la lapide ad inizio sentiero. Nel 1949 vennero rifatte le stalle e la nuova casera; vennero costruiti la fornace di calce, l'abbeveratoio e la mulattiera di accesso alla “Costa Danada”, ma dagli anni Settante la casera subì un progressivo declino, fino a quando l'alluvione del 1966 ne decretò la fine: le abbondanti nevicate del 1979-1980 fecero crollare i locali adibiti alla produzione del latte. Nel 1982 il CAI di San Vito al Tagliamento avviò i lavori di recupero della casera, che venne inaugurata il 25 settembre 1983.
DESCRIZIONE - Verso la fine della strada della Val Settimana, nei pressi del ponte del Ciartér (867mslm), origina il sentiero CAI 370, che risale la val Cerosolin fino a giungere al bivio poco prima della casera Col d'Aniel: inizialmente decorre alto rispetto al torrente, quindi nei pressi del bivio va a portarsi a ridosso del Ciol de Cereson, comodo primo punto acqua ove attingerne (1270mslm). Da qui il CAI 370 continua a sinistra in direzione della casera Bregolina Piccola, mentre per raggiungere casera Pramaggiore andremo a destra, seguendo i segnavia del CAI 388 e salendo a fianco della Costa Ciarpegna, in modo sempre più impegnativo fino alla forcella dei Conters (1547mslm). Qui in sentiero gira a sinistra per seguire il filone Crosetta, un corridoio erboso lungo una costa inizialmente assai pendente, che via via esce dal sottobosco e si apre dinnanzi al sontuoso profilo del sovrastante Pramaggiore e con alle spalle una bella visuale sul Cornaget. Lungo il filone le pendenze finora sempre impegnative si stemperano, fino a quando nella parte più alta esso ci porta a virare sulla a destra mantenendo la quota fino a tranistare sotto i prati della Val del Clap, ove incontriamo un'importante sorgente d'acqua (1860mslm) nei pressi di una abbeveratoio (e della vecchia fornace della calce), ultima possibilità per attingerne: ci troviamo qui a 500 metri dal bivacco Casera Pramaggiore (1821mslm), che in breve raggiungeremo, nell'immenso e splendido catino Sud del Pramaggiore, con vaste praterie alpine ("i Pianons").
In questo punto di osservazione sarà utile fermarsi per guardarci attorno e meditare sul da farsi, tenendo in considerazione quanto segue: se l'obiettivo è di salire il monte Rua la via diretta è quella qui di seguito descritta, con ascesa “al naturale” . Se invece l'intento fosse di raggiungere la cima percorrendone la cresta l'opzione è più lunga e più comoda è quella tramite forcella Rua Alta. Se infine la scelta è di percorrere l'intera cresta e compiere un anello, possiamo valutare se farlo in senso orario (da forcella Rua Alta) o antiorario (da forcella Serodinas, secondo me preferibile). Per arrivare a forcella Rua Alta la questione è semplice: basta seguire prima il sentiero CAI 366, poi il CAI 363. Per la forcella Serodinas la questione è leggermente più complessa, in quanto guardando dal bivacco alla cima Rua è tanto evidente il taglio del vecchio sentiero CAI dismesso, che decorre salendo a destra, almeno quanto la sua interruzione nei pressi di una frana, che costituisce un motivo di preoccupazione: in realtà è più brutta da guardare che difficile da aggirare salendovi sopra.
Dalla Casera Pramaggiore individuiamo lo sperone roccioso quotato 2079mslm sottostante cima Rua: sulla sua sinistra un evidente ghiaione è il punto verso cui dirigerci: partiamo dai ruderi delle stalle della casera (rifatte nel 1949) una volta raggiunto, continuiamo per prati assai ripidi fino a raggiungere la cresta nel punto più comodo. Dall'apice del ghiaione tendenzialmente si sale per prati virando debolmente verso in sinistra, in modo da arrivare nei pressi della piccola forcella Rua (2102mslm). Da qui si segue a sinistra lungo l'evidente nuovo sentiero in direzione della forcella Rua Alta (2144mslm), oppure si sale a destra lungo lo spettacolare tratto di sentiero di cresta che ci conduce alla cima del monte Rua (2177mslm).
Dalla cima Rua, la cresta continua verso Est in discesa verso forcella Sarodinas (1810msl), comodamente raggiungibile attraverso il nuovo sentiero: 200 metri prima di giungere alla forcella, ci immettiamo nel CAI 373 (diretto al passo Suola), a quota 1848mslm. Dalla forcella Sarodinas, mentre è ben visibile la traccia come un ampio taglio tra mughi che risale verso casera Pramaggiore, non altrettanto individuabile è il suo punto di attacco dal sentiero, in quanto risulta assai inerbato: esso si trova sulla destra, a 130 metri dalla forcella (io l'ho quotato a 1767mslm) ed inizia con una breve discesa per prati (fino a 1725mslm), per poi inerpicarsi lungo una faticosa salita fino ad una selletta (1938 mlsm). Tale salita risulta assai faticosa: misura 700 metri a pendenza media del 32%.
Anche su questa selletta si potrebbe fare un ragionamento, in quanto per chi volesse unicamente effettuare un anello di cresta, potrebbe essere raggiunta dalla cresta senza dover scendere a forcella Serodinas per poi risalire, in questo modo perdendo metri da riguadagnare con fatica e sudore: in quel punto la cresta infatti dista dalla selletta di soli 150 metri e si trova a 2040mslm. A vederlo dall'alto il passaggio tra mughi non mi è sembrato impossibile, nè la pendenza dovrebbe essere proibitiva: chi lo provasse è pregato di darmene un riscontro. Analogamente dalla cresta mi è sembrato possibile anche rientrare in diagonale per prati verso casera Pramaggiore, in modo da arrivare dopo e sopra la frana del sentiero: anche tale opzione andrebbe provata.
Riprendendo il cammino, dopo la selletta l'impegno si attenua e mantenendo grossomodo la quota arriviamo alla frana, che risulta circumnavigabile da sopra prestando attenzione: a parte questo punto il sentiero si trova in buono stato di conservazione e di tanto in tanto si vede ancora qualche resto di una vecchissima bollinatura biancorossa del CAI.
Rientrati a Casera Pramaggiore, scendiamo lungo il CAI 366: troviamo una sicura fonte di acqua nell'attraversamento delle cascatelle del Ciol de Pès (quota 1444mslm). A quota 1200mslm attraversiamo il Ciol delle Merie, che scende dalla omonima valle, quindi incrociamo il sentiero CAI 366A che si dirige a sinistra a casera Col de Post, in direzione della Pussa, mentre noi continuiamo per la discesa lungo la Costa Danada, che si conclude alla base del torrente Ciol de Pès, nei pressi ponte da cui è visibile e vicina la bella cascata Ciol de Pès.