DATI
Lunghezza: 15.4 Km
- Km sforzo: 33.0 Kmsf
- Salita: 1760 m
- Discesa: 1760 m
- Dislivello totale: 3520 m
- Altitudine minima: 1174 m slm
- Altitudine massima: 2358 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - Il passaggio della forcella Sciol de Mont ha un duplice interesse: da un lato perché un vecchio sentiero dismesso collegava l'alta val Settimana con l'alta Val Cimoliana, dall'altro perché a partire da forcella della Lama ci sarebbe uno spettacolare itinerario di cresta fino al passo Pramaggiore. Abbiamo effettuato questo percorso per verificare in che stato fosse il sentiero che raggiunge forcella Sciol da Mont da dietro/Sud, ossia da Pian Palaz lungo la Val de la Stua.
Va chiarita un'incertezza topografica nella mappa di riferimento, in quanto la forcella Sciol de Mont è mal posizionata ed indicata: in testa all'omonima valle vi sono infatti due forcelle da cui scendono due canali, che si ricongiungono circa a quota 1770mslm. Guardando da Nord, ossia dal lato di Pian Meluzzo chiamerò forcella Sciol de Mont quella di sinistra (Est, 2057mslm) con stretto canale pietroso, mentre quella di destra (Ovest, 1950mlsm) qui la chiamerò forcella del Ferrara, da cui scende un canale coinoidale più ghiaioso. Su alcune mappe la denominazione delle due è inversa rispetto a quanto da me indicato. Le quote indicate sono quelle da noi rilevate.
Il sentiero oggetto del nostro interesse compare come un puntinato nero sulla mappa di riferimento ed origina da Pian Palaz, transitando per i ruderi di casera della Stua e risale la Val della Stua per concludersi sulla forcella del Ferrara. Sul terreno non presenta segnavia o bollini, né segni di passaggio (rami tagliati, ometti) e solo nella parte inziale è individuabile una flebile traccia.
Abbiamo trovato acqua fino a quota 1780 mslm sul torrente de la Stua, ma la quota potrebbe essere più bassa nei periodi meno piovosi: in tale caso conviene caricarne all'attraversamento di quota 1540mslm. Sul versante Nord della forcella l'acqua ricompare sul torrente Sciol de Mont a quota 1600mslm, ove la sorgente dovrebbe essere perenne.
Con tali premesse andiamo alla descrizione del percorso per capire come è andata…
DESCRIZIONE - La prima parte da Pian di Meluzzo fino alla Casera Bregolina Grande è già stata più volte descritta, quindi si rimanda al link del rispettivo itinerario per conoscerne il decorso.
Da casera Bregolina Grande (1858 mslm) continuaimo a seguire i segnavia del sentiero CAI 370, che dopo avere attraversato i grandi prati a Sud della casera, si immette in discesa immerso in un denso bosco di conifere caratterizzato da numerosi schianti, ancora risalenti alla tempesta Vaia (anno 2018), ma entro cui il sentiero scende comodamente e ben segnalato, fino a giungere all'attraversamento del torrente de la Stua a quota 1540 mslm. Poiché il vecchio sentiero originava da Plan Palaz (1470mslm) valutiamo le distanze e scopriamo che per raggiungere tale posizione dovremmo continuare per 1,1km e scendere di 130 metri, per poi tornare indiero (decorrendo poco più alti) e recuperare la quota persa. Scopriamo però anche che il vecchio sentiero passava poco sopra l'attraversamento del torrente de la Stua, ad una distanza 150 metri, salendo di una quarantina di metri. Proviamo a vedere se sul terreno i conti tornano e dopo un centinaio di metri dall'attraversamento del torrente de la Stua, subito dopo avere incontrato un piccolo rugo che scende da sinistra, deviamo a sinistra e saliamo per bosco, lungo tratto ripido ma senza particolari difficoltà, fino ad incontrare a quota 1580mslm l'evidente traccia del vecchio sentiero! Ci illudiamo che la nostra impresa sarà possibile e forse anche facile, ma l'illusione dura poco: la traccia ci porta a deviare a sinistra verso la parte più alta dello stesso piccolo rugo, ma ove si perde: lo attraversiamo a quota 1580mslm e una nuova speranza di fortuna ci coglie, in quanto ritroviamo poco dopo una flebile ma sufficiente traccia che decorre alta a lato del torrente de la Stua, per poi calarsi ed accompagnarci a ridosso dello stesso, fino ad entrarvici, grossomodo a quota 1600mslm. Il torrente è sufficientemente ampio, a pendenza non proibitiva e comodo da percorrere, quindi ci illudiamo che la sua risalita ci porterà brevemente in alto. In effetti fino a quota 1780mslm la percorrenza procede piacevole e spedita tra il suono e la bellezza delle acque: nonostante le incertezze iniziali ed alcuni errori di orientamento, tutto sommato abbiamo impiegato solo 1 ora dall'attraversamento del torrente de la Stua per arrivare fino a questa quota, per cui qui mancano 220 metri di salita alla forcella…cosa sarà mai? A quota 1780mslm il torrente fa un'ansa verso sinistra e sembra concludersi in alcune cascatelle che guardiamo dinnanzi a noi: la mappa ci indica che qui è venuto il momento di uscire dal torrente ed andare a sinistra nel bosco in direzione della forcella, ormai a portata di sguardo. Sulla sinistra troviamo un illusorio invito ad uscire ed il folto bosco di mughi sembra anche avere un iniziale taglio transitabile: l'illusione svanisce ben presto, quando il taglio ci conduce a ridosso di un piccolo rugo con un salto invalicabile (1800mslm): considerato che la traccia sulla mappa scende dalla forcella tenendosi sulla sinistra orografica di questo rugo, proviamo ad aggirare il salto transitando per i mughi che lo circondano ma qui inizia una parte davvero infernale. Saliamo per fitti mughi senza possibilità di individuare passaggi migliori per una distanza di 500 metri, salendo di 120 metri ed impiegando 1 ora e 15' (=a 0,4kmh…), faticando l'impossibile fino ad uscire dalla selva dei baranci nei pressi delle rocce indicate in mappa, sotto cui origina il torrente de la Stua, poco sotto forcella Sciol de Mont. Nonostante abbiamo seguito pedissequamente la traccia satellitare indicata nella mappa, di traccia sul terreno neanche l'ombra. Usciti nei pressi delle rocce (1900mslm) cerchiamo un punto di osservazione da cui orientarci ed in effetti vediamo che a poca distanza da noi il piccolo rugo crea un varco tra i mughi, promettendoci una rapida ascesa alla forcella. Non ce lo facciamo sfuggire e ci immettiamo: grazie ad esso guadagnamo altri 40 comodi e preziosi metri di salita, fin quando esso sfuma e devia verso sinistra, dicendoci che a quota 1940mslm dobbiamo lasciarlo e proseguire la salita a destra, nuovamente tra mughi, che ora risultano leggermente meno faticosi da transitare rispetto a quelli della parte bassa. Salendo giungiamo all'altezza della forcella del Ferrara, che dista da noi una cinquantina di metri, sulla sinistra: benché esausti, decidiamo che anziché scendere da essa, valga la pena tentare di capire se da lì sia raggiungibile la forcella Sciol de Mont, quindi proseguiamo verticamente tra mughi fino a raggiungere in breve la cresta a quota 2045mslm: oltre vi è un salto nel canale, per cui continuiamo andando a destra e seguendo grossomodo la linea della cresta, sempre ricoperta da mughi (ma almeno più facilemente transitabili) fino a giungere alla forcella Sciol de Mont, che noi quotiamo a 2057mslm. Da qui -almeno per concederci uno sfizio- decidiamo di raggiungere le Postegae, quindi seguiamo l'evidente traccia che dopo un'iniziale breve discesa, sale piacevolmente ed evidente sul terreno, anche grazie ad una rada ma utile vecchia bollinatura rossa e frequenti ometti fino alla splendida ed assai particolare cima Postegae (2358mslm).
Rinfrancati dai magnifici disegni di sabbia delle lunari Postegae, rientriamo sui nostri passi verso forcella Sciol de Mont, sui cui vale la pena un'altra precisazione: lungo il tragitto di rientro, forse complice la spossatezza, ci lasciamo ingannare da una prima canalina che troviamo a quota 2083mslm e che confondiamo con quella che arriva in forcella e da cui ci caliamo: cosa da evitare, perché sotto questa canalina salta e risulta impercorribile! Quindi è bene non lasciarsi sfuggire ometti e bollini che infatti indicano che vi sia ancora un breve tratto da scendere per raggiungere la vera forcella, da cui ci caliamo con attenzione. Soprattutto nella parte alta la discesa è impegnativa, ma fattibile da un escursionista esperto. A quota 1770 la discesa pietrosa dalla Sciol de Mont si collega alla discesa ghiaiosa della forcella del Ferrara, quindi continua ancora impegnativa, ma sempre meno complessa con il calare della quota: a 1600mslm compare l'acqua sul torrente, quindi a quota 1530mslm ci innestiamo sul sentiero CAI 370: ora è una semplice passeggiata fino a pian di Meluzzo!
NOTA - Se qualcuno avesse una diversa idea o fosse a conoscenza su come transitare il vasto bosco di mughi saremmo interessati a conoscere tale possibilità. A posteriori, l'idea di seguire più da vicino il piccolo rugo forse potrebbe essere quella da seguire, in quanto l'acqua di scolo dovrebbe creare uno spazio tra i mughi.
CONCLUSIONI - A meno che si trovi un passaggio per transitare tra i pini mughi, essi costituiscono un muro valicabile solo a caro prezzo ed un buon motivo per rinunciare a tale via, quindi al momento tale itinerario è da giudicare non transitabile. Si noti che il sentiero arrivava alla forcella del Ferrara e non alla Sciol de Mont: anche il tratto di collegamento tra le due forcelle implica un passaggio per mughi, anche se rispetto quelli sottostanti sono meglio valicabili. Infine, visto dalle forcelle il tratto basso di cresta che scende dal Ferrara è assai complesso, con densi mughi da attraversare e diversi salti rocciosi: per chi lo volesse provare è consigliabile in salita piuttosto che in discesa.
(NOSTRI) TEMPI DI PERCORRENZA
Pian di Meluzzo - Bregolina Grande: 2 ore
Bregolina Grande - attraversamento torrente de la Stua: 30'
Attraversamento torrente de la Stua - forcella Sciol de Mont: 3 ore 15'
forcella Sciol de Mont - cima Postegae: 45'
forcella Sciol de Mont - pian di Meluzzo: 1 ora 15'
Percorso con Carlo Del Rizzo nel luglio 2025