DATI
Lunghezza: 6.5 Km
- Km sforzo: 15.7 Kmsf
- Salita: 920 m
- Discesa: 920 m
- Dislivello totale: 1840 m
- Altitudine minima: 354 m slm
- Altitudine massima: 1121 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
CARATTERISTICHE - La via di ascesa al monte Rossa da Navarons consente di raggiungere da Sud la cima più ad Est della lunghissima dorsale del Raut: si tratta di un percorso su traccia informale, non sempre ben individuabile che si fa via più complessa, verticale e minimamente esposta al salire di quota ed è riservata ad escursionisti molto esperti. La via di discesa da noi percorsa da Ciucul del Signour corrisponde nella parte più alta al “troi dei Garibaldins di Navarons”, su traccia che nella parte più alta ed in quella più bassa è difficile da trovare e necessita di traccia satellitare da poter seguire. La parte che unisce la via dei garibaldini con il ben marcato e semplice “troi de la Fous” è un tratto difficile da individuare e con un breve passaggio delicato su un salto su roccia bagnata, fattibile solo grazie alla presenza di un vecchio cavo, di cui è bene assicurarsi sulla tenuta. Pur trovandosi a quote basse, il grado di difficoltà della montagna al di fuori dalle tracce (che si stanno ormai perdendo) può risultare davvero notevole, quindi da affrontare con grande prudenza.
DESCRIZIONE - Dall'abitato di Navarons (325mslm) si può raggiungere a piedi o in auto il punto di partenza del sentiero ("anello di Colmaior"): lungo via Garibaldi, passiamo accanto alla fontana e poi alla ex Latteria, continuando la strada in uscita dal paese fino a raggiungere località Clàusina (354mslm), dove la strada si interrompe in uno spiazzo ove è possibile lasciare la vettura: andando in auto risparmiamo una distanza di 1,3km (qui non conteggiata nei calcoli del percorso).
Dal termine della strada la percorrenza continua su largo sentiero che dopo 200 metri incontra un bivio: andiamo a sinistra in salita sul sentiero “troi de la Fous” che giunge nei pressi di una sorgente ove origina l'acquedotto di Navarons. Continuiamo la salita fino a giungere ad un bivio che a destra continua nel sentiero de la Fous (da cui poi scenderemo), mentre noi proseguiamo sulla traccia che prosegue dritta e che poi transita a fianco della sorgente “Renato”: questa è l'ultima possibilità di attingere acqua. Il sentiero continua portandosi nella valletta posteriore del Col Maior, dove nei pressi di un evidente crocevia tra sentieri abbandoniamo la traccia principale ed andiamo a destra scendendo brevemente per poi risalire e come per incanto improvvisamente trovarci in un ambiente dolomitico di alta quota nei pressi di Gravis di Trep (=ghiaie di Trep), sotto l'omonima cima. In realtà il toponimo indicherebbe il grande ghiaione che andremo ad attraversare, mentre la cima è nota in loco con il nome onomatopeico di “Pirimpinpins”. Dopo un breve tratto di salita in cresta, non facciamoci ingannare dalle numerose tracce di animali, ma seguiamo la bollinatura rossa che ci indica di deviare a destra lungo una traccia discretamente evidente sul terreno, che decorre in modo trasversale e grossomodo orizzontale, attraversando il ghiaione del versante SudEst della cima, fino a ricongiungerci con il sentiero che riprende nel sottobosco. Il sentiero circumnaviga la cima fino a portarsi nell'insellatura che divide Pirimpinpins da Ciucul del Signour: dalla selletta è possibile andare a ritroso sulla cresta Nord di Pirimpinpins e raggiungere da lì le due panoramiche cime del monte (15' dalla selletta). In alternativa, poco dopo essere rientrati dalle ghiaie sul sentiero, andiamo a sinistra per poco evidenti tracce fino ad individuare un evidentissimo sentiero che ci accompagna più direttamente e comodamente alle due splendide cime del Pirimpins (704 mslm). Dalla cima rientriamo alla selletta, da cui inizia la salita al Ciucul del Signour, un tratto che al salire di quota si fa via via più pendente ed impegnativo. Poco prima della cima transitiamo per la particolare Claupa del Signour, un anfratto da sopra il quale la vista sull'alta val Colvera risulta molto panoramica. La cima Ciucul del Signour (947mslm) essendo piuttosto alberata non offre invece una visuale. Continuando lungo la linea di cresta, dal versante Nord continuiamo al percorrenza seguendo una flebile traccia bollinata in rosso lungo un iniziale saliscendi che offre scorci notevoli sulla val Tramontina e sul lago di Redona.
Giungiamo al tratto finale che è quello più impegnativo: il primo dei due passaggi complessi è una breve canalina verticale di circa 6 metri (1° grado) di cui aiutandoci con le mani veniamo agevolmente a capo. Il secondo è un passaggio più lungo (circa 30 metri) in risaluta su rocce ed erbe con discreta verticalità ed una minima esposizione (1° grado) . Alla fine di questo tratto giungiamo sulla cresta terminale che ci accompagna alla cima del Monte Rossa (1131mslm), ove prima incontreremo un grande ripetitore, quindi una croce nascosta tra gli alberi: a causa della alberatura, per apprezzare il panorama dovremo allontanarci dalla vera cima.
Per il rientro la via consigliata è la stessa di quella della salita. Solo per esploratori esperti e dotati di traccia satellitare è possibile percorrere il “troi dai Garibaldins di Navarons” sentiero dismesso che va a congiungersi con il “troi de la Fous”: la traccia origina dal versante Sud della cima del Ciucul del Signour e soprattutto nella parte iniziale più alta non è individuabile. Dopo circa 300 metri di percorrenza dalla cima essa compare discretamente visibile sul terreno ed è accompagnata da una rada vecchia bollinaura rossa, scendendo lungo una comoda linea lungo una cresta, che in alcuni punti offre vedute notevoli sulla Val Tramontina. Nella parte più bassa la traccia si perde, in un punto in cui una ingannevole bollinatura invita ad oltrepassare un passaggio roccioso di un colatoio, oltre a cui l'ingannevole traccia di animali e la presenza di tre altrettanto ingannevoli bollini fanno sfuggire la poco visibile curva a gomito che invece scende a sinistra: questo è l'unico passaggio per scendere più in basso, in quanto ci troviamo sopra un grande e largo massiccio roccioso che forma un salto invalicabile, quindi solo attraverso quella via discesa non facilmente trovabile si può scendere. Probabilmente in salita le cose sarebbero più semplici. Trovato il passaggio, la discesa va a concludersi al termine del "troi de la Fous” nei pressi di un delicato passaggio su roccia bagnata, in cui è stata posizionata una fune metallica, senza la quale il transito sarebbe estremamente rischioso. Dal punto in cui il comodo sentiero de la Fous inizia, guardando in basso notiamo un anfratto a forma di ferro di cavallo, che era la posizione in cui era stata allestita l'officina che nel corso del periodo dei moti di Navarons produceva le bombe Orsini: poiché i bagliori ed i fumi risultavano visibili, la fucina venne chiusa e trasferita a Navarons. Il sentiero prosegue per comoda discesa fino a ricongiungersi a quello da cui eravamo saliti nei pressi dell'acquedotto.
Percorso con Franco Vallar e Michele Beltrame