DATI
Lunghezza: 12.6 Km
- Km sforzo: 27.8 Kmsf
- Salita: 1515 m
- Discesa: 1513 m
- Dislivello totale: 3028 m
- Altitudine minima: 866 m slm
- Altitudine massima: 2323 m slm
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: SconsigliatoVisualizza tabella degli alimenti
IN COSTRUZIONE
CARATTERISTICHE - Nemmeno la guida Berti (volume Dolomiti Orientali) prevede la possibilità di salire la Val Savalon per raggiungere l'omonima forcella, peraltro solo citata ma non descritta. L'unica relazione disponibile è quella del recente libro “Caserine Cornaget” di Giorgio Madinelli, che ci ha dato spunto per andare a verificare la possibilità della più diretta tra le salite al Cornaget. A parte il valicamente del tratto intermedio costituito da una ostica fascia di mughi, la salita è risultata impegnativa ma fattibile, senza tratti complessi.
DESCRIZIONE - Lungo la strada della Val Settimana, dopo la casera Settefontane e poco dopo il ponte sul Ciol de Savalon, prima che la strada asfaltata inizi un tratto di discesa troviamo in un tratto pianeggiante sulla sinistra della strada uno spiazzo ove lasciare la vettura. Sulla destra ci della strada accomodiamo a salire liberamente il bosco, anche rispetto allo spiazzo e guadando l'avvio della salita, sulla destra possiamo trovare sul terreno l'inizio di una flebile traccia, che sale da subito impegnativa ed è costellata da discretamente frequenti ometti e rami tagliati, che consentono una percorrenza faticosa per pendenza ma agevole, in una fascia compresa tra il torrente Sciol di Savalon (a destra/Ovest) e le pareti rocciose (a sinistra/Est): salendo ci terremo più verso le pareti di sinistra, più lontani rispetto al torrente.
Saliamo fino a quota 1188m ove dovremmo -secondo la relazione di Madinelli- valicare il torrente: in effetti a tale quota (potrebbe essere che l'altimetro abbia uno scarto di una decina di metri) il sentiero sembra portarsi a ridosso del torrente, nei pressi della confluenza tra due rami del torrente, che però non ci è risultata valicabile. Siamo pertanto rientrati nel bosco e risaliti di una ventina di metri fino a portarci ad un accdesso alla sponda di destra orografica del ramo del torrente che confluisce da sinistra, che qui risulta raggiungibile e risalibile: il primo punto in cui siamo riusciti a transitare il rugo ci è risultato a quota 1250mslm. Entriamo dunque nella pala di faggi compresa tra i due rami sopra la biforcazione dei torrenti di quota 1188: la prima parte della salita risulta una faticosa, ma tutto sommato semplice, risalita lungo un pendente sottobosco di faggi fino a quota 1400mslm: sul terreno non abbiamo trovato tracce o segnavia. Purtroppo nella parte più alta del bosco (circa 1400) la vegetazione muta e compaiono i mughi, che complicano abbastanza la salita: abbiamo provato invano a portarci a sinisra, per rientrare nella canalina del torrente, ma il passaggio sembrava presentare salti non valicabili. Abbiamo pertanto proseguito la salita in tratti in cui una traccia -verosimilmente di quadrupedi- sembrava comodamente aprirsi un varco tra i mughi, con altri tratti in cui i mughi sembravano invece invalicabili: a forza di inerbamenti, rami ed imprecazioni giungiamo a quota 1550 mslm, ove ci spostiamo nuovamente a sinistra/Est, ritentando di immetterci nella canalina del torrente: qui notiamo che il rugo si biforca in due canaline, ma la nostra idea di raggiungere la canalina di destra viene nuovamente frustrata dalla barriera di mughi. Continuiamo ad imprecare salendo tra mughi fino a quota 1680mslm, quando finalmente riusciamo a fuoriuscire dai baranci ed immetterci a sinistra nella spettacolare canalina ghiaiosa, che si apre un catino ghiaioso, che risaliamo tenendoci sulla destra, a ridosso di erbe e mughi che ci semplificano le fatiche dell'ascesa. A quota 1820mslm pieghiamo decisamente a sinistra per attraversare il conoide ghiaioso nella sua parte più alta, senza incontrare difficoltà, per portarci sul versante opposto dove una comoda spalletta erbosa ci facilita la sempre pendente salita, fino a portarci a ridosso dell'alta parete sottostante al Cimon delle Tempie. A quota 2040mslm torniamo a destra attraversando la piccola canalina ghiaiosa per raggiungere un altro dorso erboso, tramite cui raggiungiamo la forcella Savalon (2140mslm).
Dalla forcella l'ascesa decorre camminando sulle immense placconate che formano la cima, facilitate da comodi fessure nella pietra, lungo un decorso individuabile razie ad una notevole quantità di ben disposti ometti, che ci accompagano lungo un tratto densamente spettacolare e panoramico fino alla splendida cima del monte Cornaget (2323mslm), da cui oltre ad ammirare il vasto orizzonte, volgeremo lo sgurado verso la valle del Ciol de Savalon, lungo cui siamo saliti.
Rientrati in forcella scendiamo a destra per entrare nel catino della Meda, che possiamo circumnavigare lungo l'anello che transita sotto la forcella della Meda (passaggio più lungo ma più estetico), oppure dirigerci direttamente al bivacco Goitan passando sul lato destro/Est della Torre della Meda, seguendo i numerosi ometti, fino al bivacco Goitan (1823mslm), preceduto da una picola ma utile sorgente (1870 circa). Dal bivacco seguiamo il lungo sentiro CAI 375, che scende la Val della Meda, fino a portarci sul torrente Settimana nei pressi del ponte della Meda, da cui tramite strada asfaltata raggiungiamo il punto di partenza (3km).
DISTANZE:
ponte della Meda - forcella Savalon = 4,7km, D+ 1245 metri, D- 30 metri, pendenza media = 26%
ponte Savalon - forcella Savalon = 3,4km, D+ 1251 metri, D- 3 metri, pendenza media = 37% - Nostro tempo totale = 3 ore 40', nostro tempo in movimento = 1 ora e 30'