BARCE (Barcis) - Prescudin: studio per la salita al monte Pastour

DATI
Lunghezza: 20.8 Km - Km sforzo: 37.1 Kmsf - Salita: 1630 m - Discesa: 1630 m - Dislivello totale: 3260 m - Altitudine minima: 436 m slm - Altitudine massima: 2011 m slm

Difficoltà:
Cammino: Esploratore
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Sconsigliato
Io peso
kg
e ho
Questo percorso corrisponde a...
Tempo
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ore
Calorie
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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ore

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Relazione a cura di: Ciro Antonio Francescutto
Relazione aggiornata a: Agosto 2023

CARATTERISTICHE - Magnifico percorso in ambiente assolutamente selvatico, ma con distanze e dislivelli davvero importanti. Per ovviare a ciò lo abbiamo percorso in doppia modalità, ossia accorciando la prima parte dei 5 km di avvicinamento in mountain bike (andata e ritorno 10km di cammino in meno): ciò permette di risparmiare tempo (circa 1,5-2 ore in meno) e fatica (alleggerendo il carico sulle ginocchia). Fino al bivacco Groppa Pastour il sentiero sale a pendenza costante (19%) e risulta facile e ben percorribile, mentre sopra il bivacco non esiste più traccia individuabile: conviene leggere bene la descrizione, guardare la galleria fotografica ed il tutorial, infine farsi guidare dalla traccia GPX qui allegata. In ogni caso la salita finale della canalina che porta alla cresta è difficile e non è un percorso escursionistico, ma alpinistico.
In questa prima esperienza ci siamo avvicinati fino alla cresta, dovendo rinunciare alla cresta e vetta per stanchezza e disidratazione: ci ripromettiamo di tornare, avendone compresa la complessità.

ACQUA - L'ultimo rifornimento sicuro è disponibile nei pressi di villa Emma (fontana nell'ex caseificio) 

PERIODO CONSIGLIATO - Estate: è necessario scegliere una giornata di bel tempo e con lungo tempo di luce (giungo/luglio)

DESCRIZIONE - Alla fine del minuscolo abitato di Arcola troviamo sulla destra un parcheggio dove lasciare la vettura (431mslm). Ci incamminiamo sulla strada provinciale a destra per circa 200 metri fino a trovare sulla sinistra l'inizio della strada che entra nella Foresta Regionale del Prescudin e poco oltre la sbarra che ne impedisce l'accesso alle vetture. Il tratto fino a villa Emma (643mslm) è interamente su asfalto, misura 4 km e sale di 220 metri: la pendenza maggiore è quella che troveremo nel primo chilometro.
Arrivati difronte a villa Emma (nell'ex-caseificio che sui trova a destra di villa Emma vi è un rubinetto con acqua) continuiamo sulla strada sterrata di sinistra, seguendo le indicazioni per monte Medol (sentiero CAI 978), lungo una carrareccia che prosegue in debole salita lungo la val del Tasseit.
Dopo 800 metri da villa Emma la strada sterrata attraversa su un guado l'affluente sinistro del torrente Tasseit, oltre il quale la pendenza della strada diviene importante e pedalare sarà possibile solo per i ben allenati: per chi ha effettuato in mountain bike questo primo tratto, subito dopo il guado potrebbe essere il punto ideale per lasciare la bici.
A 350 metri dal guado giungiamo in un ampio slargo, ove è possibile lasciare la bici e seguire a piedi le indicazioni del sentiero CAI 978, che prosegue in direzione di bivacco Pastour salendo su largo sentiero in una bella faggeta fino a giungere dopo 1 km alla base del Gravon dai Saltz (o ghiaione dei 100 tornanti): la parte più bassa del ghiaione inizia nei pressi della prosecuzione del CAI 978 in direzione di forca di Sass, che noi abbandoneremo per continuare la salita sul CAI 978A.
Inizialmente l'erba prevale sul sasso che poi invece diviene predominante con l'alzarsi della quota: sono proprio 100 gli interminabili tornanti all'interno del grande catino giaioso del Pastour su un sentiero ben tracciato e percorribile, che salendo diviene sempre più spettacolare, fino all'avvistamento del puntino rosso del bivacco Pastour, ad una decina di tornanti dalla fine, quando raggiunta la centesima curva lo zigzagare si conclude per continuare in una lunga ansa in direzione del bivacco. 
Lo sbiadito rosso del bivacco Groppa Pastour (1617mslm) meriterebbe qualcosa di più ed un transito maggiore, anche vista la spettacolare posizione panoramica in cui è stato appollaiato: purtroppo la lontananza da fonti d'acqua rappresenta un ostacolo che si aggiunge alla distanza dal punto di partenza (dal parcheggio di Arcola sono 10,5km e 1200 metri di dislivello...).
L'ultima grande ansa del tornante che attraversa e separa la parte alta del ghiaione da quella superiore è il punto in cui fermarsi ad osservare con attenzione dove individuare il punto di attacco alla cima (vedasi anche galleria fotografica).
La traccia del CAI 928 su mappa Tabacco risulta ingannevole: il sentiero è evidentemente dismesso da decenni e sul terreno non troveremo nessuna traccia, né alcuna bollinatura ed in ogni caso il tratteggio sulla mappa non esprime certamente la difficoltà della salita, che invece è di tipo alpinistico (1°).
L'attacco del "sentiero" CAI 928 non si trova dietro il bivacco -come eravamo stati indotti a credere seguendo l'indicazione della mappa - nonché è quello che segue una ingannevole traccia sul terreno che si interrompe ad un centinaio di metri tra erbe ed alberi impraticabili.
Per trovare una buona via di ascesa dal bivacco rientriamo di 150 metri sul sentiero di salita decorrendo lungo la grande ansa dopo l'ultimo tornante, ove individuiamo una canalina sassosa ci è risultata accessibile benché faticosa: saliamo di 200 metri su fondo friabile a pendenza importante (47%), quindi arriviamo alla base del massiccio roccioso ove pieghiamo a sinistra per riportarci sul grande ghiaione: per questo tratto abbiamo impiegato 45' e notevoli fatiche.
La soluzione a posteriori sembrataci migliore e reperita in discesa ci è sembrata un'altra, con un transito decisamente meglio percorribile: grossomodo dal centro della grande ansa del tornante che porta al bivacco (per la precisione rientrando di 270 metri dal bivacco...) ci fermiamo ad osservare l'apice del ghiaione in cui inizia la canalina in cui dovremo salire, che è ben individuabile grazie ad un grande sperone roccioso all'ingresso del canale, che sarà un ottimo utile punto di riferimento. Una volta individuata la direzione, dall'ansa del grande tornante (grossomodo dove peraltro iniziava probabilmente anche il sentiero diretto a forchia Bassa), individuiamo una lunga fascia erbosa che rende meglio accessibile la faticosa salita: l'erba finisce poco prima dello sperone, che raggiungeremo tramite un ultimo breve tratto salendo per più faticose ghiaie. 
Dopo lo sperone entriamo nella canalina di risalita, in cui conviene tenersi sul lato sinistro, ove per alcuni brevi tratti troveremo tratti erbosi che faciliteranno l'ascesa: si tratta di salire per una canalina ghiaiosa via via più stretta e molto instabile, quindi la salita risulta decisamente impegnativa fino a quando giunge ad una strettoia, che rappresenta il primo vero punto critico (passaggio di 2° grado): la strettoia sembra poco invitante e sembra indicarci di deviare a destra lungo una salita per erbe, tanto invitante quanto assolutamente sconsigliata ed errata. Invece -dopo essere risaliti per circa 3 metri nella strettoia- si deve piegare a sinistra per riportarsi al canale ghiaioso di risalita. 
Proseguiamo le fatiche fino ad incontrare dopo circa 200 metri un bivio nel canale, in cui - nonostante un bollino sembra invitare ad andare a destra- la via di ascesa si trova ancora una volta a sinistra. 
Continuiamo la salita mentre sopra di noi compare il cielo che indica l'approssimarsi delle cresta, che però raggiungeremo la prossima volta...
 
Percorso con Giampaolo De Lorenzi
Fondo del percorso