Three Lakes Trail 2020 - Campionati Europei di Corsa in Montagna 2021

DATI
Lunghezza: 42.5 Km - Km sforzo: 59.9 Kmsf - Salita: 1740 m - Discesa: 1740 m - Dislivello totale: 3480 m - Altitudine minima: 325 m slm - Altitudine massima: 700 m slm

Difficoltà:
Cammino: Alta Nordic Walking: Alta Corsa: Alta Mountain Bike: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Sconsigliato
kg
Questo percorso corrisponde a...
Tempo percorrenza
-
ore
Calorie consumate
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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ore

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Fondo del percorso

CARATTERISTICHE GENERALI – E’ la maratona delle Dolomiti Friulane, ossia il Three Lakes Trail delle edizioni 2019 e 2020, infine sarà il percorso dei Campionati Europei di Corsa in Montagna nel 2021: un trail di 42 km in bassa montagna, veloce e di bassa difficoltà tecnica. Presenta 4 modeste salite principali ma le numerose salite minori lo rendono assai faticoso perché fino alla fine sembra non mollare mai. Un terzo del percorso è rappresentato da tratti debolmente ondulati e corribili, in cui la possibilità di correre farà gran parte della differenza sul risultato finale. Le salite sono tutte semplici, senza pendenze impegnative ed in parte anche corribili. Le discese non presentano punti pericolosi, non sono né particolarmente pendenti né lunghe: l’unica difficoltà da considerare è in caso di fondo bagnato la possibile loro scivolosità, in quanto principalmente erbose. Poiché le 4 principali salite finiscono a 30km sarà importante dosare bene le forze e non strafare nella prima parte della gara, che si deciderà in base a come saremo arrivati a Staligjal. Infine non sottovalutiamo la lunga discesa finale: sembra una discesa ma in realtà sarà più ondulata del previsto con alcune brevi salite che potrebbero dare problemi. Il tracciato è segnato in maniera inequivocabile e non presenta mai dubbi circa la percorrenza. Otto ristori sono più che abbondanti e sufficienti per rimboccare un po’ di energia: la cura di idratazione e nutrizione sarà una delle chiavi importanti per godere del percorso ed arrivare alla fine in buone condizioni. Organizzazione impeccabile su tutti gli aspetti.

LA PARTENZA – Si parte dal campo sortivo di Tramonti di Mezzo: i primi 650 metri in debole salita saranno necessari per prendere una posizione utile prima dell’imbuto che troveremo all’inizio della prima salita ove il sentiero si restringe e rende complesso sorpassare.

PRIMA SALITA: CUEL DI NUIARS - La prima salita inizia poco dopo l’attraversamento della strada statale e consiste in uno strappo iniziale di un’ottantina di metri a cui segue una breve discesa ed una seconda più lunga salita sul Cuel di Nuiars: pendenze non particolarmente impegnative che ci porteranno a quota 581mslm.

Un breve tratto in lieve pendenza calante ci introduce alla prima delle discesa che sarà bene affrontare con non troppa foga per non pregiudicare il proseguio della lunga gara: in fondo mancheranno ancora circa 39km!

Sia il sentiero di salita che di discesa sono su un comodo fondo prevalentemente erboso a pendenza mai troppo impegnative: la principale fonte di attenzione sarà di dedicarsi alla scivolosità in caso di fondo bagnato per pioggia recente.

La prima discesa si conclude su un breve tratto di asfalto che ci conduce all’attraversamento del torrente Chierchia, dopo il quale inizia uno dei numerosi tratti corribili su un piano debolmente ondulato: qui il gruppone si sarà sfaldato ed inizierà la nostra corsa in solitaria. Saranno proprio questi tratti a fare la differenza e determinate il nostro tempo finale…è qui che dovremo sempre essere in grado di correre.

SECONDA SALITA: LOCALITÀ TAMAR - Dopo circa 2,5km giungeremo a località Comesta: troveremo il primo ristoro presso l’innesto con l’impegnativo tratto di strada asfaltata diretta a Palcoda e che dopo poco più di 1 km giunge all’inizio della seconda salita: attraversato il torrente Tarcenò inizia il bellissimo sentiero CAI che conduce a Tamar. Dopo l’iniziale strappo impegnativo la pendenza si smorza ed in alcuni tratti diviene anche corribile. Quando iniziamo ad intravedere nel folto del bosco ruderi di grandi case in pietra significa che siamo arrivati a località Tamar, dove nei pressi del bivacco Varnerin troveremo il secondo ristoro. Un breve tratto di una mulattiera ci conduce all’inizio di un sentiero che ci illude di essere l’inizio della discesa: in realtà dopo un breve tratto in discesa ve ne segue un altro non lunghissimo ma in piano che si reimmette sulla mulattiera che dovremmo percorrere per qualche centinaia di metri in salita fino a raggiungere il punto più alto del percorso (700 mslm) da cui finalmente ha inizio la discesa principale che decorre scendendo di 350 metri nel bosco per 3,5km essendo più pendente nella parte alta. Il sentiero è in buono stato, con fondo prevalentemente erboso e non presenta particolari difficoltà.

La seconda discesa termina presso il torrente Tarcenò, che attraverseremo e costeggeremo lungo un breve tratto pianeggiante fino a riattraversarlo nel punto in cui incontreremo il terzo ristoro: questo è il secondo tratto ondulato discretamente lungo, caratterizzato da continui brevi saliscendi corribili che terminano nei pressi di località Tridis dove una volta attraversata la statale saremo giunti al primo dei tre laghi: quello di Redona.

Un breve tratto in discesa su asfalto ci porta in breve ad uno dei passaggi più spettacolari del percorso: il passaggio su ponte di corde sul lago.

TERZA SALITA: FORCELLA DEL PRETE - Dopo avere goduto il passaggio inizia la terza salita, quella che conduce alla forcella del Prete: è la più breve (1,3km), ma la più impegnativa (pendenza media 17%) salendo di 220 metri lungo una crestina alberata che in parte nasconde il bellissimo panorama sul lago. Dalla forcella ci attende una breve ma insidiosa ed umida discesa a fianco del letto di un rugo in cui presteremo attenzione a non scivolare, su fondo in parte erboso in parte di sassi e pietre che si conclude con l’attraversamento della pittoresca borgata di Posplata, da cui scenderemo lungo una mulattiera a fianco del torrente Gamberi raggiungendo i casolari di Chiampei di Sopra e di Sotto fino ad attraversare il ponte sul torrente da cui innestandoci sulla strada statale saliremo su asfalto in direzione della borgata di Inglagna a ridosso delle bellissime acque del torrente Inglagna. A Inglagna saremo giunti esattamente a metà percorso e troveremo il quarto ristoro.

QUARTA SALITA: STALIGJAL - Da Inglagna ci immetteremo sul sentiero che ci condurrà alla quarta ed ultima salita: quella che raggiunge località Staligial, salendo di 270metri in 2km con pendenza media del 13%. Dopo l’iniziale impegnativo tratto di sentiero ci riporteremo su una strada asfaltata nei pressi di borgata Chiarzuela, da cui seguiremo l’asfalto in decisa salita (14%) per 260 metri  per abbandonarlo sulla destra e seguire una improbabile mulattiera che va a scovare il casolare Midl, dopo il quale inizia una decisa salita (24%) che sale di 100 metri fino a raggiungere un tratto di asfalto che ci accompagna morbido (6%) a raggiungere dopo 570 metri località Staligial (651mslm), borgo davvero pittoresco in cui saliremo per una bella scalinata in pietra e dove troveremo il quinto ristoro. Da qui inizia l’ultima delle discese significative che ci porteranno al secondo lago, ossia quello di Selva, nome derivato dall’omonima località, dove seguiremo la strada asfaltata che costeggiando il lago sale fino all’imbocco delle gallerie che raggiungeremo dopo 1,2km (3%). La vera gara inizia al lago di Selva: esaurite le salite principali qui mancheranno ancora i 15 km che faranno la differenza. Saranno i 15 km più corribili ed arrivare esauriti a Selva significherà perdere numerose posizioni: viceversa stare ancora sulle gambe ed essere in grado di correre ci permetterà di guadagnare numerose posizioni. Siamo nel punto in cui un allenamento insufficiente o una mancanza di zuccheri ci potrà far sbattere contro il muro dell’esaurimento muscolare. Andiamo a studiare cosa ci aspetta nell’ultimo tratto

LE GALLERIE – Le due gallerie misurano rispettivamente 1,7km e 1,6km e presentano una minima pendenza in salita (1%): al loro interno il clima è più fresco rispetto all’esterno, ma non freddissimo. I problemi nell’attraversamento sono due: il primo è la totale oscurità in quanto non sono illuminate e pensare di percorrerle senza pila è praticamente impossibile. Il secondo è l’acqua che cola come pioggia dall’alto in numerosi punti del percorso. Avere con se una luce permetterà quindi non solo di orientarsi, ma di non inciampare ed evitare i punti da cui scende più acqua. Avere una giacca di protezione potrà essere utile per evitare di raffreddarsi o bagnarsi.  Tra le due gallerie troveremo il sesto ristoro.

LA LUNGA DISCESA FINALE - Usciti dalla seconda galleria passeremo un altro dei tratti più spettacolare, sulla diga del lago del Ciul, il terzo e più remoto dei tre laghi. Il sentiero di discesa è il CAI 398, uno dei più belli del Friuli Venezia Giulia e decorre nella valle del torrente Meduna: i primi 3km sono quelli che conducono al paese fantasma di Frassaneit, dove troveremo il settimo ristoro. Tendenzialmente è in discesa ma non mancheranno alcuni brevi saliscendi, alcuni corribili altri meno che renderanno comunque non scontata la velocità di discesa. Il sentiero è molto largo e davvero spettacolare su fono principalmente di pietra e sasso: in alcuni punti si presenta leggermente esposto ma nulla di particolare. Dopo Frassaneit incontreremo ancora una piccola salitina (una sessantina di metri) e poi il sentiero è davvero corribile in debole discesa: arriveremo dapprima presso un ponticello in cui alzando lo sguardo in alto a sinistra potremmo guardare il profilo dell’aquila che viene sagomato dalla cresta delle cime e qualche centinaio di metri dopo ammirare sulla destra il lungo tratto di torrente Meduna denominato “pozze smeraldine”, famosissimo per il colore dell’acqua delle sue pozze davvero notevoli. L’ampio sentiero diviene una mulattiera ed infine si immette su asfalto: dopo un breve tratto tra le case di Tramonti di Sopra ci immetteremo a destra su un grande prato in direzione di borgo Titol che raggiungeremo dopo un’ennesima breve ma potenzialmente fatale (D+50 metri) salita: qui comparirà come un miraggio l’ottavo e ultimo ristoro, cullando l’illusione di essere ormai arrivati. Il tratto finale di avvicinamento non è bellissimo e si immette in parte sulla strada statale che abbandona poi a destra per tornare a fianco del torrente: purtroppo nei pressi di località Rutizza troveremo l’ultima sorpresa, ossia una salita assai impegnativa… scaleremo solo 60 metri ma potrebbe sembrare l’Everest!

Anche perché ultimata la scalata mancheranno “solo” 2,5km per raggiungere l’agognato traguardo