I JAM 28 - Le casere posteriori sul troi dei Frati

DATI
Lunghezza: 5.8 Km - Km sforzo: 14.6 Kmsf - Salita: 876 m - Discesa: 87 m - Dislivello totale: 963 m - Altitudine minima: 412 m slm - Altitudine massima: 1212 m slm

Difficoltà:
Cammino: Alta Corsa: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Difficile
kg
Questo percorso corrisponde a...
Tempo percorrenza
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ore
Calorie consumate
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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ore

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Fondo del percorso

CARATTERISTICHE - Il versante posteriore del monte Jouf è pochissimo noto, ma riserva numerose sorpese: non possiede le aperture dei panorami anteriori, ma decorre in un fitto sottobosco che fino agli inizi del Novecento era in realtà particolarmente ricco di prati e pascoli, ora difficilemente immaginabili. Possiamo ancor oggi immaginare le attività di cui si caratterizzava il monte percorrendo il troi dei Frati, un sentiero in gran parte abbandonato che conduce ad un gruppo di 4 ruderi, che probabilmente un tempo erano vecchie casere

DESCRIZIONE – Partiamo da borgo Fornasatte (440mslm) in comune di Frisanco, che raggiungeremo percorrendo la strada della val Colvera, dove lo troveremo sulla sinistra 500 metri dopo avere oltrepassato le due gallerie. Parcheggiata la vettura, ci dirigiamo verso il minuscolo e pittoresco borgo attraversandolo lungo l’unica strada che si fa spazio tra le case per poi continuare come sentiero, infine scendere in direzione del ponticello sul torrente Colvera di Jouf, dopo essere transitati a fianco dal capitello “Conean”. Attraversato il ponte ci innestiamo sulla strada dei Landri andando a destra: dopo 1 km (2,5%) giungeremo nei pressi delle prese dell’acquedotto (460mslm). Pochi metri dopo la strada curva sulla sinistra dove individueremo sulla sinistra una bollinatura rossa che indica una traccia non molto visibile che sale nel bosco: inconterermo il primo rudere dopo 250 metri (27%), quindi proseguiremo facendoci guidare dai bollini rossi lungo una traccia poco visibile in cui a volte compaiono tracce di una possibile vecchia mulattiera e di confini con muri a secco. Dopo altri 200 metri circa vireremo un pò sulla destra e lasceremo sulla sinistra un secondo rudere, decorrendo in un breve tratto apparentemente di una vecchia mulattiera. Arriveremo ad un poco evidente bivio in cui lasceremo a sinista la traccia migliore che recuperemo poco dopo per portarci a destra lungo un tratto poco evidente, che però ci permetterà di portarci presso la casera più particolare per posizione e conservazione, che lasceremo sulla destra per salire lungo l'evidente traccia che si congiunge alla precedente dopo un centinaio di metri: poco oltre raggiungeremo un incrocio a T, ove sulla sinistra noteremo un quarto rudere che visiteremo percorrendo una ventina di metri, quindi torneremo sui nostri passi per seguire a destra l'ìncrocio a T e seguire la traccia che sale evidente e decisa per 500 metri (28%) fino a confluire nel troi de la Faleta (calvario verticale) nel suo tratto più impegnativo che in 650 metri (40%) ci condurrà presso la conca di casera Piccoli (1015mslm).
Da qui percorriamo a destra lungo la vecchia mulattiera che la collega all’altipiano dello Jouf (in estate possibile tratto di erba alta), raggiungendo dopo 530 metri (9%) a sinistra la confluenza del sentiero denominato “calvario” a quota 1010mslm: da qui mancano gli ultimi 400 metri (11%) per raggiungere il piazzale del monte Jouf (1110mslm)
Dal piazzale ammireremo la bellezza dell'altipiano, la sottostante malga Jouf sopra cui si staglia l'imponente profilo del monte Raut (2025mslm). Continueremo lungo la mulattiera che troveremo (guardando la cima del Raut) a sinistra in direzione della cresta della cima per altri 360 comodi metri (12%), fino ad individuare ancora a sinistra la traccia che si separa dalla mulattiera e si dirige verso la cresta.
=> Andando a sinistra con altri 300 metri (15%, a pendenza ingravescente) ci porteremo nei pressi della croce dello Jouf (1203mslm) dove il panorama sulla pianura sottostante è davvero notevole: per raggiungere la meno nota e poco gettonata vera cima del monte dovremo dirigerci verso le antenne e seguire il sentiero CAI 983 che decorre lungo la cresta.
Inizieremo un tratto molto bello con vista sul sottostante lago di Ravedis e sul monte Fara (1342mslm) che scende per un tratto di 300 metri fino a giungere ad una sella (1160mslm), da cui lasceremo a sinistra le tracce del CAI983 per attraversare i prati che troviamo dinnanzi: seguendo la traccia raggiungeremo dopo gli ultimi 300 metri di salita (15%) la vera cima del monte Jouf (1212mslm)
=> Andando a destra seguendo la più comoda mulattiera procederemo per 700 metri per poi abbandonarla, seguendo a sinistra lungo il breve e semplice tratto di sentiero che in 200 metri (7%) ci conduce direttamente in cima.

 


Flora e fauna