CARATTERISTICHE - Una "montagna vera" a portata di pianura ... ecco il monte Raut, una vetta impegnativa che in genere viene salita dal versante anteriore attraverso la più breve via che parte da Palabarzana (esposta al sole e senza possibilità di trovare acqua), o assai più raramente attraverso la poco nota via che risale il versante posteriore, lunga, ombreggiata e ricca di fonti d'acqua, grazie all'attraversamento della faglia periadriatica, che divide la roccia dolomitica (con acqua) di sinistra, da quella carsica (asciutta) di destra: una montagna con due lati completamente diversi tra di loro.
PERIODO CONSIGLIATO - Tarda primavera, primo autunno, estate.
ACQUA - Dai torrenti Susaibes e Raudelin è possibile attingere buona acqua oligominerale fino a quota 1000mslm, circa a metà della percorrenza di salita
DESCRIZIONE - Il primo tratto può essere iniziato partendo da Andreis o da Sott’Anzas, raggiungendo l'inizio del sentiero tramite il sentiero naturalistico Monte Ciavac.
DA ANDREIS, VIA 975/976 - Partendo da Andreis ci immettiamo lungo via Acquedotto uscendo dal paese e scendendo fino al ponticello sul torrente Ledron, ove guadiamo sulla destra un piccolo affluente e seguiamo la traccia CAI 975 o CAI 976 fino a riportarci sul torrente che nel frattempo ha cambiato nome ed è diventato torrente “de li Pales”, prima di attraversare il quale incontriamo il bivio (490 mslm) in cui lasciamo a sinistra il CAI 976 diretto a forcella Antracisa e seguiamo a destra il CAI 975 diretto a forcella Navalesc, costeggiando per circa 850 metri il torrente, fino a quando a quota 560mslm lasciamo il CAI 975 ed il torrente per immergerci a destra nel bosco seguendo i segnavia del CAI 979 (Sentiero Naturalistico Monte Ciavac) su cui saliamo per 800 metri (30%) fino ad incontrare a sinistra (800mslm) l’inizio della traccia che sale sul Raut via val Susaibes: una grande scritta sbiadita su un albero indica una percorrenza di 4 ore per la cima, correttamente salvo imprevisti legate a non impossibili perdite di orientamento, in quanto si tratta di sentiero informale.
DA ANDREIS, VIA SOTT'ANZAS - Dalla piazza centrale ci incamminiamo lungo via Roma seguendo prima le indicazioni per San Daniele, quindi per Sott'Anzas, dove arriveremo dopo XXX km, distanza accorciabile qualora decidessimo invece di partire dalla frazione di Sott’Anzas: da qui scendiamo per 200 metri in direzione del torrente Susaibes seguendo i segnavia CAI 979 (Sentiero Naturalistico Monte Ciavac), quindi risaliamo il torrente per 500 metri fino alla sorgente “Aga del Muscle”, dove inizia un tratto di 900 metri di salita (26%) fino a forcella Le Pitte (750mslm), da dove dopo un breve tratto giungiamo all’inizio del sentiero (800mslm) che troviamo sulla destra: una grande scritta su un albero indicava una percorrenza di 4 ore per salire sul Raut lungo la val Susaibes, ipotesi corretta salvo imprevisti. L'albero è rimasto, ma purtroppo la scritta è stata rimossa: ad ogni l'origine della traccia modo si trova a 200 metri da forcella Le Pitte, nel punto in cui il sentiero piega a sinistra ed inizia scendere.
Iniziamo la salita e dopo avere valicato una piccola selletta procediamo in direzione di un ampio franoso ghiaione (900mslm) che raggiungeremo dopo 300 metri dall'inizo della traccia e che valicheremo con attenzione soprattutto nel suo ultimo tratto dove si trova un brevissimo passaggio leggermente esposto. Oltre il ghiaione incontriamo la prima cascata che origina dal torrente Susaibes, da cui il nome alla valle, la quale d'ora in poi diviene val de Raudellin.
Dopo 250 metri dalla fine del ghiaione giungiamo in un punto in cui sulla sinistra si intuisce l’inizio del sentiero della cengia dei garibaldini (anche qui il segnavia è stato rimossi): noi procediamo sempre dritti innanzi a noi lungo un tratto di saliscendi che oscillano attorno quota 950mslm, incontrando numerosi punti acqua ed almeno due davvero notevoli cascate.
Ad 1km dal ghiaione giungiamo a quota 1000mslm su un breve attraversamento franoso (una cinquantina di metri prima c’è una delle ultime fonti sicure di acqua, da cui sarà utile riempire i propri serbatoi), da valicare con attenzione: poco oltre giungiamo nei pressi di un’ampio anfiteatro roccioso, ove seguendo una sbiadita bollinatura rossa inizia un breve camino in discesa, un po’ ripida ma camminabile e che scende per una trentina di metri, portandosi nei pressi del torrente Rug de Raudelin che rimane sulla nostra destra: guardando in lontananza e seguendo la traccia del torrente possiamo vedere come la gola via via si restringe fino a chiudersi in una salita impossibile, intuendo la direzione che prenderemo andando a destra.
La traccia continua a salire a ridosso del torrente decorrendo sempre sulla destra orografica e procede fino a quota 1300mslm, dove i segnavia ci invitano ad attraversare il torrente Rug de Raudellin e deviare nettamente a destra per entrare in un tratto inizialmente boscoso e che poi si apre salendo lungo una larga e comoda cengia che sale a pendenza importante tra erbe e mughi, sottostante ad una grande parete che terremo sempre sulla nostra sinistra: la salita è impegnativa e misura circa 800 metri ad una pendenza media del 50% ed in due tratti è facilitata da brevi tratti di cavo ferrato, fino a raggiungere la cresta posteriore del monte Raut (attenzione a brevissimi ultimi passaggi leggermente esposti) a quota 1900mslm.
Confidando in una giornata limpida, l’ultimo tratto è una cresta spettacolare: percorrendo gli ultimi comodi 400 metri guarderemo a destra l’orizzonte del mare in cui cercheremo Venezia e Trieste (con un binocolo vedremo le relative piazze San Marco ed Unità) e l’intera pianura del Friuli VG, mentre a sinistra il panorama distinguerà in basso il lago di Selva e l’aspra bellezza delle Dolomiti Friulane: seguiamo con lo sguardo la lunghissima cresta del massiccio del Raut e godiamoci l'arrivo in cima del monte Raut a quota 2025mslm.
Percorso nel 2019 con Luca Leschiutta