Poffabro - Pian delle Merie - casere Palabarzana - forcella Capra - monte Raut

DATI
Lunghezza: 8.8 Km - Km sforzo: 24.8 Kmsf - Salita: 1600 m - Discesa: 90 m - Dislivello totale: 1690 m - Altitudine minima: 513 m slm - Altitudine massima: 2025 m slm

Difficoltà:
Cammino: Alta Corsa: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Sconsigliato
Anziani: Sconsigliato
Cani: Difficile
kg
Questo percorso corrisponde a...
Tempo percorrenza
-
ore
Calorie consumate
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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ore

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Fondo del percorso

CARATTERISTICHE - percorso estremamente panoramico ma per soli escursionisti esperti ed allenati che sale in cima al monte Raut partendo da Poffabro: facile fino alle casere della Palabarzana, poi molto impegentivo per pendenza e per la presenza di 3 brevi e semplici tratti ferrati. Fondamentale partire soprattutto d'estate con sufficiente acqua: la troviamo solo nei primi 3km (fino poco dopo Pian delle Merie); una fonte d'acqua è presente a 1565 mslm, ma in estate è probabilmente asciutta.

DESCRIZIONE - Partiamo dalla bella piazza XX Settembre di Poffabro (510mslm) e ci dirigiamo su via Voul, che percorreremo per 130 metri fino ad individuare sulla sinistra l’inizio della via Crucis (via Taviela), da cui iniziamo a seguire i segnavia del sentiero CAI 899 (Frassati): la via Crucis sale per 480 metri (15%) fino a concludersi dinnanzi al monastero di Santa Maria (600 mslm): qui è disponibile una fontana di acqua potabile (clorata).
Scendiamo per 200 metri su asfalto fino ad individuare sulla destra l’inizio del sentiero indicato dai segnavia CAI: esso conduce a Pian delle Merie (610mslm) che raggiungeremo dopo un comodo (3%) chilometro. Dopo un centinaio di metri su asfalto possiamo nuovamente innestarci sul sentiero CAI: proprio all’inizio del sentiero è possibile deviare sulla sinistra per una breve sosta nei pressi del santuario (580mslm).
Proseguiamo lungo il CAI899 per 1,6km (17%) in cui troveremo l’attraversamento di alcuni piccoli torrenti che d’estate potrebbero essere l’ultima occasione per raccogliere acqua, quindi inconteremo un targa che ricorda la figura di Piergiorgio Frassati, da cui prende origine il nome del CAI899 a lui dedicato e fino ad arrivare nei pressi di un ghiaione (850mslm) da cui scende una traccia di sentiero da cui si potrà scendere al rientro da forcella Capra.  
Dopo altri 1,3km (7%) arriveremo alla casera bassa della Palabarzana (950mslm), da dietro la quale la traccia inizia a salire in modo più impegnativo: altri 700 metri (23%) ci serviranno per giungere ai ruderi della casera alta della Palabarzana (1100mslm), oltrepassata la quale giungiamo ad un bivio, in cui il Frassati (CAI 899) scende a sinistra in direzione della forcella Palabarzana, mentre dalla stessa traccia sale il CAI967, che seguiremo andando in salita a destra.
Dopo i primi relativamente comodi 450 metri (24%) entriamo finalmente nei cosiddetti “pratoni”: un tratto verticalissimo di 650 metri (46%) che sale impietoso in battuta di sole un po’ su erba un po’ a ridossi di una canalina ghiaiosa, fino a scontrarsi su una parete rocciosa verticale nei pressi della quale possiamo trovare l’unica sorgente d’acqua possibile (1565mslm), che però d’estate potrebbe essere asciutta. Poche decine di metri oltre entriamo in un canalone in cui troviamo una breve e semplice via ferrata (1585mslm): dopo la ferrata saliamo di lungo il canalone per una novantina di metri (60%), fino a notare che la traccia esce dallo stesso per dirigersi a destra di 40 metri lungo una cresta (1635mslm) che divide in due i grandi pratoni: dalla base della cresta è possibile individuare sulla sinistra il sentiero che scende e che potrà essere utilizzato per il rientro, in quanto va ad innestarsi sul ghiaione che abbiamo incontrato in precedenza salendo sul CAI899.
Saliamo ora in direzione di forcella Capra (1824mslm) che raggiungeremo lungo un tratto intensamente panoramico dopo 450 metri (37%): da qui è visibile in lontananza sulla sinistra la croce del monte Raut. Scendiamo oltre al forcella di una decina di metri, quindi voltiamo a sinistra seguendo la traccia che perlopiù segue la panoramica cresta, che dopo 590 metri (1930mslm) incontra sulla sinistra lo sbocco della via dei cacciatori, un sentiero assai difficile che sale da Andreis (sconsigliato scendere da lì!).
Una sessantina di metri oltre troviamo sulla destra un targa (1935mslm) che con una frase di densa spiritualità montana ricorda la morte lì avvenuta di Luca Miorin, che dice: “più salgo, più tutto acquista un senso”. Il sentiero procede incontrando due brevi e non impegnativi tratti ferrati: altri 440 metri (19%) ci condurranno in cima al monte Raut (2025mslm), da cui nelle giornate più limpide potremmo distinguere la pianura del Friuli Venezia Giulia e ad Ovest anche il campanile di Venezia.