I JAM 16 - La salita più morbida su sentiero

DATI
Lunghezza: 8.0 Km - Km sforzo: 18.3 Kmsf - Salita: 1027 m - Discesa: 118 m - Dislivello totale: 1145 m - Altitudine minima: 297 m slm - Altitudine massima: 1224 m slm

Difficoltà:
Cammino: Media Nordic Walking: Media Corsa: Media Mountain Bike: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Per bambini autonomi
Anziani: Difficile
Cani: Medio
kg
Questo percorso corrisponde a...
Tempo percorrenza
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ore
Calorie consumate
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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Fondo del percorso

CARATTERISTICHE – Dopo essersi esercitati lungo la salita sulla strada sterrata della mulattiera del monte Jouf che è il modo più semplice per salire in cima (vedasi: “I JAM – Lo Jouf per tutti”), l’alternativa descritta in questa sede è la più facile via di salita su sentiero: un percorso che rispetto a quello lungo la mulattiera risulta di 3 km più breve, pur risultando sempre una delle vie di salita più lunghe, proprio perché pensata in chiave di favorire l’accessibilità

DESCRIZIONE - Dal piazzale di via Castello, passiamo sotto l’arco da cui inizia la strada della Valpiccola e dopo essere saliti fino al castello, proseguiamo sull’asfalto osservando i segnavia biancorossi del sentiero CAI 983, fino ad individuare (a 1,1km dalla partenza, ad un’altitudine di  415mslm) sulla destra l’inizio della mulattiera della Valpiccola, strada sterrata segnalata da un cartello indicante la “Madonnina dedicata ai caduti della montagna”: seguiamo il decorso rettilineo e solo leggermente inclinato per 700 metri fino al tornante, dopo cui la mulattiera continua per 500 metri, diventando nel suo tratto finale un largo sentiero che conduce all’incrocio tra CAI983 e CAI899.
Seguiremo a destra lungo il CAI983, ma anziché salire lungo la traccia diretta e pendente, individuiamo sulla destra una ventina di metri oltre l’incrocio l’inizio del sentiero che interseca assai più morbidamente la salita principale.

Conteremo 10 tornanti prima di giungere dopo 1,6km a pendenza media dell’11% al punto panoramico del Clap del Pater Nostri, a quota 690mslm.
Seguendo il sentiero saliremo sulla mulattiera del monte Jouf nei pressi di una panchina, quindi andremo a destra fino a giungere dopo 200 metri al secondo tornante “Gariup”, da cui prende inizio un sentiero che dopo 250 metri giunge alla base di un trivio in cui la traccia a destra si dirige verso la cresta di SudEst, quella dinnanzi a noi sale lungo il cosiddetto “Calvario”, mentre noi seguiremo i segnavia del CAI983 entrando a sinistra nella splendida ed un po’ magica Valle delle Pozze, che attraverseremo fino ad individuare dopo 550 sulla destra la continuazione del sentiero CAI, che gira e sale ancora a destra.
Non ci resta che seguire il sentiero CAI che dopo 350 metri (12%) transita sulla destra di una pozza, quindi dopo altri 350 metri (13%) incrocia nei pressi di un ghiaione la variante del Calvario, quindi dopo altri 200 metri (17%,) riceve da destra il temuto Calvario, infine gira sulla sinistra per raggiungere dopo 150metri lungo il ratto più impegnativo (29%) un punto panoramico nei pressi di una panchina: da qui manca l’ultimo sforzo di centinaio di ancora pendenti metri per uscire dal sottobosco ed individuare i prati dell’altipiano dello Jouf, nei pressi di casera Piccoli.
Seguiamo la traccia principale che sale in direzione del piazzale dello Jouf che raggiungeremo dopo circa 400 metri.
Dal piazzale, guardando la malga Jouf e la cima del Raut, prendiamo la traccia della mulattiera che sale leggermente a sinistra lungo la cresta in direzione della cima: dopo 350 agevoli metri giriamo a sinistra, lungo il largo sentiero che inizia a salire un po’ più ripido: 300 metri ci separano ormai dalla croce in cui ci concederemo una pausa ristoratrice per godere del panorama sottostante.

Ci troviamo a 1211 mslm, in quella che i più ritengono la cima perché per comodità è stata considerata tale: in realtà raggiungere la vera cima dello Jouf (1226 mslm) ci costerà altri 300 metri di un sentieri che decorre ampiamente panoramico sulla cresta del monte per poi scendere lungo dei pratoni fino ad una forcella, da cui poi risale fino alla cima che richiederà l’ultimo sforzo di 300 in salita.


Flora e fauna