I JAM 8 - La salita dell'anzul

DATI
Lunghezza: 5.4 Km - Km sforzo: 15.8 Kmsf - Salita: 1040 m - Discesa: 137 m - Dislivello totale: 1177 m - Altitudine minima: 293 m slm - Altitudine massima: 1212 m slm

Difficoltà:
Cammino: Alta Corsa: Alta
Accessibilità
Disabili (carrozzina): Non accessibile
Bimbi (passeggino): Non accessibile
Famiglie: Impegnativo
Anziani: Difficile
Cani: Medio
Io peso
kg
e ho
Questo percorso corrisponde a...
Tempo
-
ore
Calorie
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Kcal
Risparmio
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Vita in più
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CARATTERISTICHE - Un percorso non molto noto ed impegnativo, che passa accanto all'Anzul, un angelo scolpito su una pietra da un certo Tancredi: la storia narra che essendo egli timoroso di dichiarare il proprio amore alla sua amata, lo avesse scolpito perché andasse a rivelarglielo al suo poso. Ma l'angelo non si mosse, così ella non seppe mai del suo amore!

DESCRIZIONE - Partendo dal parcheggio di via Castello, anziché oltrepassare l'arco che continua lungo la strada della Valpiccola, andiamo a destra lungo via Pascoli per 280 metri, fino ad individuare sulla sinistra l'ingresso ai grandi condomini rossi: subito dopo ci teniamo sulla sinistra, guardando il rugo che scende e tenendosi sul suo margine di destra (dalla nostra visuale), attraversando un tratto d'erba fino ad individuare all'inizio del bosco la partenza del troi Garbatui che decorrendo sul margine della valletta si conclude dopo 200 metri (17%) nella mulattiera della Ropata.
Qui andiamo a destra di una decina di metri per individuare a sinistra due sentieri: non saliremo in quello pratoso più a destra che sale sul colle della Vovida, ma su quello di sinistra parzialmente lastricato di pietre: è la strada di Losa.
Dopo 80 metri giungeremo ad un trivio in cui a destra vi è il sentiero che circumnaviga il colle della Vovida, davanti prosegue la più ampia traccia centrale della strada di Losa, mentre a sinistra inizia il troi dell'Anzul: troveremo l'angelo scolpito in pietra a poco meno di un centinaio di metri dall'inizio.
Poco oltre il sentiero interseca quello che si dirige al pilone elettrico visibile sulla sinistra, mentre noi continueremo lungo il troi dell’Anzul seguendo un rettilineo in salita che dopo 100 metri (30%) riceve da sinistra l'antica strada napoleonica, quindi dopo altri 140 metri (31%) incrocia il sentiero che da destra sale dalla val di Pan, infine concludiamo con gli ultimi 110 metri (21%) che ci portano ad incrociare a quota 490mslm il sentiero cresta di cava, su cui ci innestiamo e procediamo salendo a sinistra. Dopo avere notato sulla sinistra 3-4 sentierini che scendono verso la Madonnina, giungiamo dopo 400 metri a 620mslm (32%) sul sentiero CAI983, di cui anziché salire direttamente, scegliamo di concederci una tregua seguendo il nono dei tornanti che lo incrociano a zig-zag quindi salendoci al successivo incrocio dopo 120 metri (13%) a quota 635mslm: da qui raggiungeremo direttamente dopo 150 metri (25%) il Clap del Pater Nostri e nel suo spiazzo panoramico ci concederemo una sosta (660mlsm).
Saliamo sulla mulattiera del monte Jouf nei pressi della panchina e procediamo per circa 200 metri fino alla curva “Gariup” dove in prossimità del capitello iniziamo il sentiero che dopo altri 200 metri giunge ad un trivio: il sentiero di destra si dirige alla cresta di SudEst (salita de la Fous), quello dinnanzi a noi è l’inzio del cosiddetto “calvario” mentre noi ci concederemo la più morbida salita che sale a sinistra lungo il CAI983 ed attraversa per 550 metri (12%) la valle delle pozze, quindi ruota a destra e decorre trasversalmente sulla dorsale fino ad incontrare dopo 350 metri (15%) una delle pozze, oltre cui procede per altrettanti 350 metri (14%) fino a giungere nei pressi di un ghiaione: subito dopo il sentiero riceve la confluenza da destra il “calvario”.
Saliamo per una ventina di metri fino a giungere ad un bivio in cui abbandoniamo i segnavia biancorossi del CAI 983 che seguono a destra, per proseguire a sinistra ritornando in direzione del ghiaione, che attraverseremo per iniziare un tratto con una salita discretamente ripida (38%): a 140 metri dal bivio (980mslm) vedremo la Madonna dell’Est, se non altro per la fatica, quindi proseguiremo per altri 200 metri fino a quando la salita si smorzerà nei pressi di un antro sulla destra (antica cava di pietra), quindi dopo gli ultimi 250 metri (23%) si concluderà nel piazzale del monte Jouf (1110mslm).
Dal piazzale ammireremo l'altipiano dello Jouf, la malga Jouf e davanti a noi l'imponente profilo del monte Raut (2025mslm). Continueremo lungo la mulattiera che troveremo (guardando la cima del Raut) a sinistra in direzione della cresta della cima per altri 360 comodi metri (12%), fino ad individuare ancora a sinistra la traccia che segue la cresta in direzione della cima. Con altri 300 metri (15%, a pendenza ingravescente) ci porteremo alla croce dello Jouf (1203mslm) dove il panorama sulla pianura sottostante è davvero notevole: per raggiungere la meno nota e poco gettonata vera cima del monte dovremo dirigerci verso le antenne e seguendo il sentiero CAI 983 che decorre lungo la cresta.
Inizieremo un tratto molto bello con vista sul sottostante lago di Ravedis e sul monte Fara (1342mslm) che scende fino a giungere dopo un tratto di 300 metri ad una sella (1160mslm), da cui lasceremo a sinistra le tracce del CAI983 per attraversare i prati che troviamo dinnanzi e seguendo la traccia raggiungeremo dopo gli ultimi 300 metri di salita (15%) la vera cima del monte Jouf (1212mslm)

Fondo del percorso
Informazioni a 4 zampe

Percorso su terreno vario, ma sempre abbastanza agevole per un cane.

Acqua: a circa 830 metri di quota si passa per il noto "pociòn", presso un crocevia. La potabilità è alquanto dubbia anche per un cane, meglio portare acqua propria.
Ombra: il percorso si svolge quasi tutto nel bosco, quindi all'ombra. Trattandosi di un versante soleggiato, in estate può essere comunque caldo.
Avvertenze: Nella valle delle pozze è possibile incontrare animali selvatici, soprattutto al tramonto.

Flora e fauna